venerdì 10 marzo 2017
Il Comitato Permanente del Secam/Sceam (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar) ha inviato una lettera alla Radio Vaticana: internet non riesce a coprire le regioni più povere
Le antenne onde corte della Radio Vaticana (Ansa)

Le antenne onde corte della Radio Vaticana (Ansa)

No alla chiusura del servizio in onde corte della Radio Vaticana. La richiesta arriva dal Comitato Permanente del Secam/Sceam (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar) che ha inviato una lettera all’emittente vaticana con la quale si fa formale richiesta di ristabilire il servizio in onde corte recentemente terminato anche per le regioni extra-europee ed extra-americane.

Nella lettera, pubblicata nel corso della riunione dell’organo di rappresentanza dei Vescovi africani in corso ad Accra, riporta l'agenzia Fides, si esprime “la preoccupazione per la recente chiusura dei servizi ad onde corte della radio, che garantiva a milioni di africani l’opportunità di sentire il Santo Padre e di condividere gli interessi e la missione della Chiesa”.

Nel 2012 il servizio in onde corte e medie della Radio Vaticana era migrato sulla modulazione di frequenza e su Internet per l’Europa e le Americhe, ma era rimasto disponibile per gli ascoltatori in Africa, Asia e Medio Oriente. Quest’anno, però, si è deciso di chiudere completamente il servizio e di puntare sulle nuove tecnologie digitali per raggiungere gli ascoltatori africani e asiatici. “ Mentre riconosciamo che i servizi di Radio Vaticana possono essere ricevuti tramite Internet- afferma la lettera- il fatto è che molti africani semplicemente non hanno i mezzi o le tecnologie per godere di tali servizi”.

Il Comitato Permanente del Secam “esprime il suo profondo riconoscimento e apprezzamento per il ruolo giocato dalla Radio Vaticana in diversi decenni per l’evangelizzazione dell’Africa e per il compito della catechesi e dello sviluppo spirituale del continente africano”.

“La Radio Vaticana è sempre stata una fonte affidabile di notizie sulla Chiesa universale e un canale rapido per condividere notizie sull’Africa con il resto del mondo” riconosce il Secam, e proprio per questo chiede un ripensamento delle politiche di diffusione della "radio del Papa".

La Radio Vaticana fu fondata nel 1931 grazie al contributo dell'inventore della radio, Guglielmo Marconi. Fu voluta da papa Pio XI che comprese bene le potenzialità dello strumento radiofonico per portare il messaggio evangelico in tutti gli angoli del mondo. In particolare la radio ha dimostrato la capacità di superare anche i muri e le barriere ideologiche.

Ancora oggi internet o la radio digitale non arrivano in tutto il mondo e anche dove arrivano ancora i costi sono troppo elevati per i poveri e le infrastrutture non sempre sono adeguate. Ma il punto critico è un altro: le radio locali (FM o DAB), così come internet sono controllabili e censurabili dai governi. Questo vale anche per i social network. Non solo, i regimi possono anche scoprire chi usa internet per visitare siti non graditi, così gli oppositori o i cristiani in certi Paesi possono subito essere identificati. Ad esempio per i cristiani che vivono in certi Paesi la radio a onde corte rappresenta l'unico modo per sfuggire alle censure e ai controlli. Inoltre, questo vale in particolare per le popolazioni povere in aree disagiate, una radiolina costa ormai molto poco.

Per conoscere la storia dell'emittente vai alla Cronistoria documentata della Radio Vaticana

Visita il sito del Museo della Radio Vaticana


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