mercoledì 13 aprile 2022
I cittadini proteggono statue e monumenti con sacchi di sabbia e fortificazioni. Libri e opere d'arte vengono spostati in luoghi più sicuri.
Una delle statue protette

Una delle statue protette - Unescolarcan

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Cittadini che circondano statue e monumenti con sacchi di sabbia e fortificazioni improvvisate a Kiev, Leopoli, Odessa e tante altre città del Paese. Libri e opere d'arte spostate in luoghi più sicuri. È l'altra resistenza ucraina, quella culturale: fatta di storia, arte, fede e un passato che non vuole essere cancellato.

Anch'essa vittima della guerra, come i civili (adulti e bambini, senza alcuna distinzione) e i quartieri delle città; mentre l'Unesco avverte che sono "quasi 100, finora, i siti culturali e religiosi che hanno subito danni dall'inizio dell'invasione russa il 24 febbraio".

"La soglia dei cento beni danneggiati o totalmente distrutti sarà raggiunta domani o dopodomani, finora siamo a 98 siti e monumenti elencati in otto regioni del paese", ha dichiarato il Direttore del Centro per il Patrimonio Mondiale dell'Unesco, Lazare Eloundou Assomo, precisando che nell'elenco figura una vasta gamma di siti, compresi alcuni di epoca medioevale e altri risalenti al periodo sovietico.

Si tratta di un numero destinato ad aumentare, anche perché, se alcune aree stanno diventando accessibili solo ora, altre sono ancora teatro di combattimenti via via più intensi. "Finora nessuno dei sette siti Unesco dell'Ucraina ha subito danni", ha rassicurato Lazare Eloundou Assomo. Tuttavia c'è preoccupazione per i monumenti delle città di Kharkiv e per il centro storico di Chernihiv, pesantemente colpiti dai russi. Paese ponte tra Oriente e Occidente, l'Ucraina vanta sette siti (sei culturali e uno naturale) tutelati dall'Unesco: la Cattedrale di Santa Sofia a Kiev, il centro storico di Leopoli, l'arco geodetico di Struve, le antiche faggete primordiali dei Carpazi, la residenza dei metropoliti bucovini e dalmati, l'antica città di Kherson e, infine, 16 chiese (tserkvas) in legno nella regione dei Carpazi.

Il sindaco di Odessa Gennady Trukhanov ha lanciato un messaggio proprio all'Unescu: "Ci dia un segnale forte: ammetta Odessa nella lista del patrimonio culturale, questa può essere la nostra miglior difesa contro l'attacco russo".








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