martedì 17 febbraio 2015
Kiev: uccisi 5 soldati. Merkel: situazione fragile. Si spara soprattutto a Debaltseve, dove 5 mila militari restano sotto assedio dei separatisti.
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La notizia di nuovi scontri e morti in Ucraina, dopo l’entrata in vigore sabato notte dell’accordo di Minsk, induce al pessimismo i leader europei. A partire da Angela Merkel. Il cancelliere tedesco, uno dei quattro firmatari dell’intesa insieme a François Hollande, Vladimir Putin e al presidente ucraino Petro Poroshenko, ha confermato ieri che la situazione è «fragile» e che il processo che dovrebbe portare ad una pace complessiva resta «estremamente difficile». «La situazione è fragile. Particolarmente a Debaltseve, dove questo non è una sorpresa», ha spiegato Merkel riferendosi all’importante snodo ferroviario dove da giorni sono assediati quasi 5mila soldati ucraini, accerchiati dai separatisti filo-russi. «È sempre stato chiaro che ciò che resta da fare è ancora la parte maggiore. E io ho sempre detto che non c’era alcuna garanzia che quanto stavamo cercando di fare potesse avere successo. Si tratta di un percorso estremamente difficile», ha concluso Merkel.  Dall’inizio del cessate il fuoco nell’est sono stati uccisi in attacchi dei separatisti nella località di Shyrokine, a est di Mariupol, almeno cinque soldati ucraini e altri 22 sono rimasti feriti, denunciano fonti locali. «Nelle ultime 24 ore, è stato aperto il fuoco 112 volte», ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin, puntando il dito contro i separatisti. La maggior parte di queste violazioni della tregua è avvenuta a Debaltseve. «A Debaltseve possiamo aprire il fuoco, è all’interno del nostro territorio. Lungo la linea del confronto invece non ci sono scontri», ha commentato il comandante separatista Eduard Basurin. Nella zona un colpo d’artiglieria ha anche distrutto un edificio della polizia, senza provocare vittime. Kiev ha denunciato colpi sparati anche a Donetsk.  Un comandante separatista, Eduard Basurin, ha detto che i separatisti apriranno un corridoio sicuro per permettere ai soldati ucraini di lasciare Debaltseve se le truppe governative deporranno le armi. «Non abbiamo detto che diventeranno prigionieri. Deponete le armi e andate via di qui», ha detto Basurin. «Esistono gli accordi di Minsk, in base ai quali Debaltseve è nostra, e noi non ce ne andiamo», ha ribattuto il portavoce militare Vladislav Seleznyov. I separatisti hanno peraltro sottolineato che «qualsiasi tentativo di Kiev di avvicinarsi alla Nato o a qualsiasi altra alleanza militare anti-russa è inaccettabile per noi. In tal caso considereremmo nullo l’accordo di Minsk».  Per l’Ue, la tregua «sta tenendo, nonostante un certo numero di incidenti» ma «è imperativo che gli accordi di Minsk siano messi in atto in pieno e per il cessate il fuoco, questo significa che ogni scambio di colpi si deve fermare». I separatisti hanno riferito di essere pronti a ritirare le loro armi pesanti dalla linea del fronte soltanto quando lo farà anche l’esercito di Kiev, come stabilito dall’accordo di Minsk. «La condizione necessaria per il ritiro delle armi pesanti – ha affermato il portavoce militare di Kiev, Andriy Lysenko – è il rispetto del punto numero uno degli accordi di Minsk: il cessate il fuoco. Centododici attacchi non indicano un cessate il fuoco. Per il momento non siamo pronti a ritirare le armi pesanti».  Ieri sera era attesa anche una nuova telefonata tra Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko proprio per un confronto sull’applicazione  dell’accordo di Minsk. A sentirsi sono stati però solo i leader di Berlino, Parigi e Kiev, che hanno espresso «preoccupazione» per gli scontri a Debaltseve e la «necessità di consentire libero accesso agli osservatori dell’Osce, per applicare il cessate il fuoco». Mosca, da parte sua, ha minacciato «una risposta adeguata» alle nuove sanzioni imposte dall’Ue contro 19 cittadini ucraini e russi, e contro 9 organizzazioni per il loro ruolo nella crisi in Ucraina. «Abbiamo constatato l’incoerenza e la mancanza di logica di Bruxelles, che ogni volta quando appare un’opportunità di risolvere la crisi in Ucraina si appresta a imporre nuove restrizioni anti-russe», si legge sulla pagina Web del ministero degli Esteri russo. «Queste decisioni – ha affermato il ministero – sembrano assurde soprattutto a seguito degli accordi di Minsk, su cui hanno lavorato dei leader europei».
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