venerdì 13 febbraio 2015
COMMENTA E CONDIVIDI
Nonostante i negoziati di Minsk sulla riconciliazione, in Ucraina la pace sembra ancora lontana. E intanto la situazione nell'Est "è da inferno dantesco", con un numero di morti che potrebbe raggiungere i 50mila. Una gravità sottovalutata dai media. Questo, in sintesi, il pensiero del Nunzio apostolico a Kiev, monsignor Thomas Gullickson, intervistato dall'agenzia Adnkronos. "L'accordo di Minsk - afferma monsignor Gullskson - non tratta la questione della Crimea, e fin quando non si affronta l'annessione, in violazione del diritto internazionale, del 5% del territorio di questo paese, non ci si può vantare di ciò che è stato raggiunto". Quanto alla situazione umanitaria nell'Est del Paese, il nunzio apostolico a Kiev la definisce "da inferno dantesco". Ma la cosa più grave - denuncia - "è che non c'è abbastanza attenzione sulla gravità della situazione che il paese sta vivendo. Qualcuno mi dice che 'se dovesse attenersi solo alle notizie che arrivano dai media o che girano in Rete sembrerebbe che in Ucraina è tutto passato. Questo perché - osserva - i media mondiali non stanno prestando l'attenzione necessaria, e c'è una tendenza, quasi rozza, a sottovalutare i morti. Giorni fa - riferisce - fonti tedesche hanno parlato di cifre vicine a 50mila vittime e parlando con l'ambasciatore italiano mi ha detto che anche secondo lui i numeri oscillano tra i 20 e i 50mila". Monsignor Gullickson punta il dito poi contro "un'altra cosa gravissima", quella relativa agli aiuti umanitari che - dice - "bisognerebbe garantire alla gente, d'accordo con l'Ucraina e con la supervisione della Croce Rossa o altri organismi internazionale. In particolare è necessario controllare che arrivino davvero e si tratti di aiuti e non di altro". Perché i corridoi umanitari "non valgono niente se non sono controllati" e per questo "serve un coordinamento degli aiuti verso il Donbass".
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: