venerdì 4 novembre 2016
In cella i due copresidenti dell'Hdp, terza forza in Parlamento, e altri 10 deputati. L'accusa: incitamento alla violenza. L'esplosione nella curda Diyarbakir poche ore dopo gli arresti
L'area dov'è esplosa l'autobomba a Diyarbakir, città curda nel sudest della Turchia (Lapresse)

L'area dov'è esplosa l'autobomba a Diyarbakir, città curda nel sudest della Turchia (Lapresse) - LaPresse

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Pugno di ferro in Turchia contro l'opposizione filo curda. Sono stati arrestati nella notte i leader del partito di sinistra filo curdo Hdp (Partito democratico dei popoli), terza forza politica in Parlamento. A finire in cella sono i co-presidenti del partito, Selahattin Demirtas e Figen Yüksekdag. L'ordine di detenzione ha riguardato anche altri dieci deputati dell'Hdp, tra cui l'attore Sirri Süreyya Önder, figura emblematica della sinistra turca. Sale quindi ancora di più la tensione in Turchia, già altissima dopo il fallito colpo di stato a luglio, l'istituzione dello stato di emergenza e le decine di migliaia di arresti. E cresce la violenza: nel Sudest un'autobomba ha causato 8 morti e un centinaio di feriti.

Il blitz nella notte ad Ankara e a Diyarbakir

Il blitz, scattato contemporaneamente ad Ankara e a Diyarbakir nel Sudest, è partito dopo mezzanotte. Demirtas ha twittato all'1.30 ora locale (le 23.30 in Italia) che la polizia era arrivata a casa sua a Diyarbakir e lo stava per arrestare. Il tweet partito poco prima che internet venisse bloccato e si verificasse il blackout nazionale per i principali social come Twitter, Facebook, YouTube e Whatsapp. "Siete dei banditi e il procuratore è un bandito", ha gridato Yüksekdag alle forze di sicurezza che hanno fatto irruzione nella sua casa ad Ankara, sempre all'1.30 locale, secondo quando si può vedere in un video diffuso dall'account ufficiale di Hdp su Twitter.

"Siamo di fronte a un altro stadio del colpo di Stato civile in corso sotto la guida del governo e del Palazzo (del presidente Recep Tayyip Erdogan, ndr). Io e i miei colleghi continueremo a resistere dovunque e sempre contro questo golpe fuorilegge. Questi giorni di persecuzione prima o poi finiranno di fronte alla nostra resistenza. Continueremo la nostra lotta politica e democratica. Continueremo a ripetere i nostri appelli di pace": così il leader del partito filo-curdo Hdp e deputato Selahattin Demirtas, in un messaggio dal carcere.

Era stata revocata l'immunità parlamentare

Gli arresti sono stati condotti nell'ambito di un'indagine sul terrorismo legato alle attività del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, iniziata ad agosto, per la quale entrambi i dirigenti dell'Hdp erano stati citati in giudizio. Demirtas e Yüksekdag si erano rifiutati di presentarsi in tribunale, visto l'incarico di deputati che ricoprono, ma a maggio il Parlamento aveva deciso di revocare l'immunità degli accusati. Secondo una dichiarazione della procura, citata dall'emittente Ntv, gli arresti arrivano proprio in seguito al rifiuto dei deputati di presenziare al processo in cui erano stati imputati.

L'accusa: incitamento alla violenza

L'indagine che vede coinvolti i deputati riguarderebbe le proteste dell'ottobre 2104 nel corso delle quali gli attivisti della sinistra curda si scontrarono con i simpatizzanti islamisti a causa della mobilitazione curda per la città curdo-siriana di Kobane. I deputati dell'Hdp sono accusati di aver incitato la violenza nel corso delle manifestazioni che causarono decine di morti.

Unione Europea preoccupata: democrazia parlamentare a rischio

Ora dopo ora, la tensione con l'Europa si è fatta sempre più forte. Per l'Alto rappresentante Federica Mogherini, l'arresto dei deputati curdi "compromette la democrazia parlamentare in Turchia e rende ancora più tesa la situazione nel sud est del Paese". Il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, ha parlato di "segnale spaventoso sulle condizioni del pluralismo politico" e ha avvisato che le ultime iniziative di Ankara "mettono in discussione la sostenibilità delle relazioni tra Ue e Turchia". Allarme anche dal Consiglio d'Europa. "Preoccupato"

Gentiloni: la Turchia rispetti i diritti dell'opposizione

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni su Twitter scrive: "Preoccupato per l'arresto stanotte di Demirtas e altri deputati Hdp in Turchia. L'Italia chiede il rispetto dei diritti dell'opposizione parlamentare". La Farnesina ha convocato stamani l'ambasciatore turco.

Autobomba a Diyarbakir: 8 morti

Poche ore dopo gli arresti, l'ennesima autobomba è esplosa a Diyarbakir causando almeno 8 morti e un centinaio di feriti. Due delle vittime sono poliziotti. L'attacco sembra sia stato causato da "un'autobomba usata dai membri dell'organizzazione terroristica separatista", ha reso noto l'ufficio del governatore locale facendo riferimento al Pkk.

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