martedì 6 ottobre 2015
Bilancio drammatico. cento vittime solo da domenica. La Turchia annuncia l'apertura di sei centri accoglienza per i profughi. Venerdì al via i ricollocamenti: 20 eritrei in volo da Roma a Stoccolma.
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​​I migranti morti solo dall'inizio dell'anno nel Mediterraneo sono 3 mila (2.987 per l'esattezza delle cifre). Lo rende noto l'Oim, l'organizzazione internazionale per le migrazioni, aggiornando i dati con le ultime 100 vittime registrate da domenica sulle coste libiche. I 2.987 migranti e rifugiati che hanno perso la vita nel Mediterraneo dall'inizio del 2015 sono pari "a quasi i tre quarti dei 4.093 migranti morti in tutto il mondo nel 2015", afferma una nota dell'Oim citando gli ultimi dati del Missing Migrant Project. "Il Mediterraneo resta la rotta più mortale per i migranti del nostro pianeta", ha deplorato il direttore generale dell'Oim William Swing. "Queste perdite di vite umane sono inutili, completamente evitabili e assolutamente inaccettabili", ha aggiunto. Il totale degli arrivi per tutto il Mediterraneo è inoltre salito a 557.899 - pari al doppio del totale di 219.000 registrato durate tutto il 2014. Citando fonti della Mezzaluna Rossa libica l'Oim ha precisato che da domenica scorsa si sono registrati "almeno 95 migranti morti al largo delle coste libiche". Il bilancio si basa su due avvistamenti: "85 corpi rinvenuti in un'area ed altri 10 in una seconda". Piano Ue per sostenere Turchia che aprirà sei centri accoglienza. Fra il 2015 e il 2016, l'Ue stanzierà un miliardo di euro per sostenere la Turchia nella gestione dell'emergenza migranti e aprirà a una maggiore liberalizzazione dei visti, in cambio Ankara si impegna ad aprire altri sei centri di accoglienza per i rifugiati: sono le misure a breve e medio termine contenute nella bozza di "piano d'azione" di Ue e Turchia per fronteggiare la crisi aperta dai conflitti in Siria e Iraq. Come si legge nel documento, l'attuazione delle misure comincerà "immediatamente". Attualmente, la Turchia ospita due milioni e 200mila profughi provenienti da Siria e Iraq e Ankara ha già speso oltre 6,75 miliardi per far fronte alla crisi. Il presidente della Commissione Ue Juncker ribadisce che 'alzare muri non risolve alcun problemà, il presidente del consiglio europeo Tusk avverte: "Senza una seria e responsabile difesa delle frontiere esterne dovremmo dire addio al Trattato di Schengen".Al via i ricollocamenti dall'Italia. I primi ricollocamenti su scala Ue si faranno venerdì mattina, quando un gruppo di eritrei sarà trasferito dall'Italia alla Svezia. Lo rende noto con un tweet la direzione generale Affari interni della Commissione Ue. Secondo quanto si apprende da fonti europee, si tratta di una ventina di persone. Voleranno da Roma per Stoccolma.
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