sabato 2 maggio 2020
L'Unicef: «Con la nuova norma le madri acquisteranno coraggio perchè finalmente si puniscono i responsabili, con 3 anni di carcere, multe e anche il sequestro del luogo dove sono mutilate le ragazze»
Stop alle mutilazioni genitali femminili: in Sudan dire no ora è un diritto

Ansa

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«Tante madri acquisteranno coraggio e anche le ragazze finalmente potranno gridare: “Opporci è un nostro diritto”»: è il grido di gioia di Salma Ismail, responsabile comunicazione e advocacy di Unicef in Sudan, sulla nuova legge che renderà reato praticare le mutilazioni genitali femminili (Mgf). «Finora tante donne e tante madri sono state spinte o costrette, volenti o nolenti, da norme sociali e tradizionali», ha sottolineato l'attivista rispetto alla pratica, diffusa soprattutto in Africa e in Asia. «Con la nuova legge le madri acquisteranno coraggio perché finalmente si puniscono i responsabili, con tre anni di carcere, multe e anche il sequestro del luogo dove sono mutilate le ragazze».

Secondo Ismail, le norme annunciate a Khartoum sono «un punto di partenza e non la fine dell'impegno» ma avranno comunque un impatto «sulle madri, le donne e le comunità nel loro complesso». L'attivista aggiunge: «Un ruolo essenziale al fianco di Unicef per la tutela delle donne sudanesi è stato ricoperto in questi anni dai donatori internazionali, in particolare dai governi di Italia, Svezia e Regno Unito».

Secondo uno studio pubblicato nel 2018, circa il 65 per cento delle sudanesi ha subito mutilazioni. La nuova legge è stata annunciata dall'esecutivo "di transizione" entrato in carica nel 2019, dopo la caduta del presidente Omar Hassan al-Bashir, al potere per 30 anni.

«Una svolta importante», per proteggere i diritti e la salute delle donne: così il viceministro degli Esteri, Emanuela Claudia Del Re, dopo l'annuncio del Sudan di una legge che renderà reato praticare mutilazioni genitali femminili. «Mi congratulo con il governo del Sudan per la criminalizzazione delle mutilazioni genitali femminili attraverso l'introduzione di un articolo specifico del Codice penale", ha scritto Del Re sui suoi profili social. «È una svolta importante: il Sudan protegge la dignità e l'integrità delle donne". La viceministra ha aggiunto: «L'Italia è felice di lavorare con il Sudan per porre fine alle Mgf".

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