lunedì 22 aprile 2019
Da sempre elemento di bilanciamento i tra i buddisti e i musulmani, i cristiani non erano mai stati colpiti così duramente in passato.
Sri Lanka i cristiani come elemento di dialogo
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Da sempre elemento di bilanciamento i tra i buddisti e i musulmani, i cristiani non erano mai stati colpiti così duramente in passato. Quello che ha segnato lo Sri Lanka nel giorno di Pasqua è uno scenario che ha come unico paragone possibile gli anni del devastante conflitto civile che, trascinatosi per un quarto di secolo e terminato dieci anni fa, costò al Paese oltre 100mila morti e quasi un milione di profughi interni e all’estero.

Allora, proprio gli attentati suicidi di matrice Tamil - la minoranza indù sottoposta al dominio e alla discriminazione della maggioranza cingalese di fede buddhista le cui rivendicazioni furono portate a livello di conflitto aperto e poi espropriate dalle formazioni guerrigliere - divennero una costante della vita del Paese, terrorizzando la popolazione civile e colpendo istituzioni, forze armate e interessi economici.

Oggi l’attribuzione sembra possibile solo per riferimento alla situazione attuale globale. Nel mirino è finito da subito, su suggerimento della polizia diffuso in parallelo con quella di una scarsa attenzione verso i segnali di attacchi imminenti, il gruppo musulmano radicale National Thowheeth Jama'ath, espressione ultra-minoritaria di un islam locale che raccoglie il 9,7 per cento della popolazione secondo l’ultimo censimento. Lo stesso che segnala il 7,4 per cento di cristiani.

Questi ultimi sicuramente più integrati per una diversa storia e consistenza ma, ancor più, guardati con minore sospetto dalla maggioranza. Una maggioranza che negli ultimi anni, quelli di una democrazia più diffusa se non più salda, è stata a sua volta attraversata da istanze nazionaliste e estremiste, sottoposta alla propaganda di gruppi buddhisti che, con la partecipazione attiva di monaci, propugnano purezza etnica e religiosa.

In questo contesto, complesso quanto la storia e la realtà dell’isola, la devastazione di domenica - mentre tarda una auto-attribuzione di responsabilità – resta aperta a tante ipotesi. Al momento con sole vittime certe: quelle cadute per l’azione dei terroristi suicidi e i musulmani che, dopo i roghi della scorsa notte contro loro proprietà, tornano a vivere una stagione di sospetto.

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