martedì 19 aprile 2011
Migliaia di persone hanno preso parte oggi nella città siriana di Homs ai funerali degli otto manifestanti uccisi ieri e durante il corteo funebre hanno scandito slogan chiedendo l'uscita di scena del presidente Bashar al Assad. "Da vicolo a vicolo, da casa a casa, vogliamo mandarti via, Bashar"., hanno urlato stando a quanto riferito da testimoni.
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Migliaia di persone hanno preso parte oggi nella città siriana di Homs ai funerali degli otto manifestanti uccisi ieri e durante il corteo funebre hanno scandito slogan chiedendo l'uscita di scena del presidente Bashar al Assad. "Da vicolo a vicolo, da casa a casa, vogliamo mandarti via, Bashar"., hanno urlato stando a quanto riferito da testimoni. DOMENICA MIGLIAIA IN PIAZZADecine di migliaia di persone sono tornate a scendere in piazza in varie località della Siria e la violenza è tornata a insanguinare il Paese nonostante le riforme promesse dal presidente Bashir al Assad. A Talbiseh, città della Sira centrale nei pressi di Homs, otto persone sono rimaste uccise e una cinquantina ferite quando le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro un corteo funebre mentre si tenevano le esequie di un manifestante rimasto ieri vittima della polizia anti-sommossa.Nel tentativo di arginare le proteste che ormai dilagano dalla metà del mese scorso, sabato Assad è tornato a rivolgersi al paese con la promessa di nuove riforme. Il capo dello Stato in particolare ha assicurato che "nel giro di una settimana" verrà abolito lo stato di emergenza in vigore dal 1963, come chiesto da tempo dagli oppositori e da varie organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Ma le promesse non sono bastate e le strade si sono riempite di migliaia di persone che sono tornate a chiedere più libertà, la scarcerazione dei prigionieri politici e notizie sulle migliaia di persone che, dagli anni Ottanta, sono scomparse nel nulla.Domenica sera circa 10 mila persone sono scese in piazza nella città portuale di Latakia, l'antica Laodicea, scandendo slogan contro il regime. A Sweida, cuore dell'etnia drusa nel sud della Siria, vi sono stati almeno cinque feriti durante un raduno convocato tra l'altro per festeggiare il 65.o anniversario dell'indipendenza della Siria. E nel vicino villaggio di al-Qraya, le forze dell'ordine hanno impedito a circa 150 persone di celebrare la giornata dell'indipendenza. Proteste anche ad Aleppo, seconda città del Paese a circa 300 km a nord ovest di Damasco, dove centinaia di persone hanno marciato per le strade chiedendo "libertà"; a Daraa, città meridionale ed epicentro della protesta sin dalla prima ora, migliaia di manifestanti si sono radunati in piazza gridando slogan contro il regime. E ad Hirak, 33 km da Daraa, durante il funerale di un soldato ucciso nelle proteste delle ultime settimane i partecipanti hanno intonato canti contro Assad.Domenica inoltre, secondo quanto riportato dall'agenzia ufficiale Sana, una "grande quantita" di armi - inclusi fucili automatici, fucili di precisione e pistole - sono state sequestrate a Tanaf, al confine con l'Iraq. Nel suo primo discorso al nuovo governo, trasmesso in diretta tv, Assad ha promesso che le "riforme risponderanno alle richieste dei manifestanti" scesi in strada nelle ultime settimane. Nelle proteste, finora, si calcola che complessivamente siano rimastre uccise almeno 200 persone.
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