venerdì 25 settembre 2015
​La madre, al nono mese di gravidanza, era stata ferita nei raid. Ora la bimba sta bene. Si chiama Amel, "speranza".
COMMENTA E CONDIVIDI
Amel ("Speranza") non era ancora nata, ma la guerra l'aveva già ferita. La mamma Amira, incinta al nono mese, è arrivata in ospedale con i suoi tre figli, sotto shock e ferita, dopo che la sua casa era stata colpita dai raid aerei governativi del 18 settembre scorso su Aleppo. Lo racconta la Cnn.I medici hanno quindi deciso di intervenire con un cesareo e hanno subito visto che la neonata aveva una scheggia sulla fronte: aveva perforato il grembo materno, fino a colpire la nascitura proprio sopra l'occhio sinistro. "Non sappiamo se la bambina abbia salvato la madre da questa scheggia o se la madre abbia protetto la piccola" con il suo grembo. "Ma sappiamo che il regime ha cercato di ucciderle entrambe", ha detto uno dei medici riferendo che ora la piccola sta bene. "Spero che lei abbia un futuro migliore", ha aggiunto.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: