Blitz. Blitz di Bruxelles, 2 fermati e 2 in fuga


Giovanni Maria Del Re mercoledì 16 marzo 2016
​Spari durante un'operazione collegata alle stragi di Parigi. Feriti quattro agenti. Ucciso un sospetto. «Non è Salah».
Blitz di Bruxelles, 2 fermati e 2 in fuga
Due sospetti sono stati fermati, mentre i sono a piede libero i due fuggitivi, sospettati di aver partecipato alla sparatoria di ieri nel quartiere Forest di Bruxelles. Lo ha detto il procuratore federale titolare dell'inchiesta.Doveva essere una semplice perquisizione di routine. Si è trasformata in una giornata di paura, con una gigantesco dispiegamento di polizia, che ha portato all’uccisione di un presunto terrorista. Siamo a Bruxelles, nel quartiere di Forest, all’Ovest della capitale belga. La perquisizione era legata alle stragi di novembre a Parigi, che ha coinvolto anche inquirenti francese, come confermerà nel pomeriggio il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve. Sono circa le 15 quando gli agenti suonano alla porta di un appartamento della Rue du Dries. A sorpresa, sono accolti a colpi di arma da fuoco. I media belgi parlano di kalashnikov, ma fino a ieri sera non c’erano ancora conferme. Due poliziotti restano feriti, un terzo dopo una seconda raffica. Nessuno è grave, ma è chiaro che a quel punto scatta l’emergenza, più tardi si saprà che nell’appartamento c’era un vero arsenale. Nel giro di pochissimo l’intera area intorno alla strada, che incluse la Place Saint Denis, sempre affollata, viene sigillata dalla polizia, i passanti sono invitati ad allontanarsi. L’area off limits viene allargata progressivamente, tutti – curiosi, locali, giornalisti – vengono sempre più allontanati. Neppure i residenti potranno rientrare, per ore, nelle proprie abitazioni. All’interno del perimetro sigillato dalla polizia sono anche due scuole e due asili, per ore circa 150 bambini sono tenuti asserragliati nelle classi insieme agli insegnanti. Il borgomastro Jean-Marc Ghysseels rassicura i genitori angosciati nel suo ufficio, «i vostri figli sono al sicuro, all’interno delle scuole, non preoccupatevi» ripete. Solo varie ore più tardi, utilizzando porte sul retro, una dopo l’altra, le scuole vengono evacuate poco poco, fortunatamente senza incidenti. Ad accogliere i bambini, al bordo dell’area chiusa dalla polizia, genitori visibilmente sollevati dopo ore di angoscia. Per tutto il pomeriggio si susseguono notizie incerte, si sentono altri colpi d’arma da fuoco, dopo la prima se ne contano altre tre. Si parla, poi, di un quarto poliziotto ferito. I media belgi parlano di almeno due uomini asserragliati, poi di uno o due individui in fuga sui tetti, in particolare Le Soir racconta di uno dei due ricercati in un terreno abbandonato, e di un cane inviato alla sua ricerca con tanto di telecamera, messo in fuga dagli spari del ricercato. Ci sarà il famigerato Salah Abdeslam, il ricercato numero uno per gli attacchi di Parigi del 13 novembre? Per ore gira questa ipotesi, poi la Procura federale belga smentisce che sia coinvolto nell’operazione di ieri. Verso le 16 la polizia esorta gli uomini ad arrendersi, volteggia un elicottero, arrivano i vigili del fuoco, ambulanze. Esce fumo da un palazzo. La polizia ha fatto un primo assalto all’appartamento in cui è asserragliato uno dei due uomini, si saprà poi dalla stessa polizia che è stato «neutralizzato», più tardi si apprende che è stato ucciso dalla polizia, la Procura non ne rivela l’identità, si sa che è legato agli attentati di Parigi ma non è Abdeslam. In serata la polizia ha poi ristretto la zona off limits, consentendo ai residenti di rientrare a casa, ma sotto scorta. L’operazione proseguiva durante la serata, con uno o due uomini ancora non catturati.  L’episodio avviene in un momento in cui la tensione per la minaccia terroristica rimane alta in Belgio. Il Paese è tuttora al livello tre di allerta su quattro, ancora viva è la memoria di quando, a dicembre, il governo dichiarò la massima allerta ('livello quattro') per il rischio «imminente» di un attentato, con negozi e metropolitana chiusi. Ieri sera era previsto una riunione del Consiglio nazionale di sicurezza, che include il premier Charles Michels, per valutare la situazione e la situazione di rischio. Il Belgio resta al cuore del terrorismo jihadista in Europa.
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