martedì 9 marzo 2021
Mahamadou Issoufou, ha vinto il premio creato dal magnate senegalese Mo Ibrahim: riconosce il “coraggio” dei leader “dinosauri” africani di farsi da parte
Mahamadou Issoufou con il presidente francese Emmanuel Macron

Mahamadou Issoufou con il presidente francese Emmanuel Macron - Ansa

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Il presidente uscente del Niger, Mahamadou Issoufou, ha vinto il premio Mo Ibrahim. Da quando il Paese ha conquistato l'indipendenza dalla Francia nel 1960, per la prima volta c'è stata una transizione pacifica e democratica con l'esito delle recenti elezioni presidenziali e la vittoria di Mohamed Bazoum.
Tale premio, accompagnato dalla somma di 5 milioni di dollari, viene consegnato ai leader africani in grado di lasciare il potere una volta finito i due mandati presidenziali. In pratica i cosiddetti "dinosauri" della politica africana che si perpetuano a vita per più mandati.

«Issoufou ha contribuito alla crescita economica del Niger – recita la nota della fondazione di Mo Ibrahim, magnate sudanese che ha fatto fortuna nel settore della telefonia in Africa –. Oltre ad essersi impegnato per la stabilità della regione, il rispetto della costituzione e la democrazia in Africa». I critici di Issoufou l'hanno però accusato di non aver fatto abbastanza per gli alti livelli di corruzione all'interno della politica e di non essere stato in grado di gestire l'offensiva jihadista che minaccia la regione.

Nonostante tali accusa, il presidente uscente nigerino ha permesso al Paese di cambiare leadership senza particolari ostacoli o eccessi di violenza. L'ultimo capo di Stato ad aver vinto il premio è stata la liberiana, Ellen Johnson Sirleaf, nel 2017.

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