mercoledì 14 giugno 2023
Il parroco ortodosso aveva lasciato il patriarcato di Mosca dopo aver visto Kirill approvare l’aggressione di Putin. Lo avevamo incontrato pochi giorni fa, mentre consegnava aiuti agli sfollati
Padre Mykola Palyahniuk, ucciso a Bilozerka (Kherson) durante un bombardamento

Padre Mykola Palyahniuk, ucciso a Bilozerka (Kherson) durante un bombardamento

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A malincuore aveva lasciato il patriarcato di Mosca dopo il sostegno fornito dal patriarca Kirill all’aggressione militare di Vladimir Putin contro l’Ucraina. E ieri proprio i colpi dell’armata russa lo hanno ucciso mentre sistemava gli aiuti umanitari giunti in parrocchia.

Padre Mykola Palyahniuk si era convinto a unirsi alla chiesa ortodossa ucraina, dopo aver visto la spietata occupazione russa a Kherson. A 72 anni anni, trascorsi in gran parte nella sperduta cittadina d Bilozerka, più vicina al Mar Nero e al delta del Dnepr che allo stesso capoluogo di Kherson, aveva visto le campagne coltivate, le casette messe in ordine dai contadini che con il raccolto potevano permettersi finalmente qualche comodità, come un nuovo aratro a motore, l’università per i figli o l’intonaco sulla facciata della case.

Pochi giorni fa lo avevamo incontrato su una strada sterrata, lungo una serie di villette completamente coperte dall’acqua, travolte dall’inondazione provocata dal crollo della diga di Kahovkha. Era in mezzo alla sua gente, che ha perso tutto e che più di tutto si domanda se potrà mai tornare a seminare la terra. Le carcasse degli animali affogati e gli sversamenti a monte di una sessantina di fabbriche chimiche, con i sistemi di filtraggio saltati che avveleneranno l’intera pianura. Quando padre Mykola vide arrivare gli inviati di “The Guardain” di “Avvenire” e del “Tg3”, sembrava molto sorpreso che i media fossero arrivati fino al borgo dimenticato anche dalle cronache di guerra. Con gli stivali di gomma coperti di fango, il religioso distribuiva aiuti alla popolazione, ricevuti dalla Caritas e dalla fondazione americana “Howard Buffet”.

Le esplosioni, continue e ravvicinate, facevano tremare le gambe e il gigantesco stagno dentro cui sembrava di affondare anche il campanile blu e oro di una cappella ortodossa. E padre Mykola Palyahniuk è morto proprio mentre si occupava della sua gente, colpito dalle cannonate sparate dritte sulla sua chiesa, seriamente danneggiata dai proiettili e dalle schegge, dedicata a San Giovanni Battista. Una donna di 76 anni è rimasta gravemente ferita. Fortunatamente in quel momento non c’era la coda di civili in attesa per ricevere assistenza.

Quando lo abbiamo visto in mezzo al pantano, prima di andare via aveva dato la sua benedizione al gruppetto di una dozzina di stranieri, venuti chi ad aiutare, chi a raccontare. Intorno piovevano tre colpi di artiglieria al minuto. Si trattenne per poco, padre Mykola. Doveva recarsi con una vecchia auto presso alcune famiglie rimaste isolate, per assicurarsi che stessero bene e fare la conta delle necessità. Andava dove il tiro russo era più vicino.

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