giovedì 19 settembre 2019
Il segretario generale Guterres: “Potenti simboli della coscienza collettiva", i luoghi santi delle varie religiosi “dovrebbero essere luoghi di venerazione, non di guerra"
La chiesa di San Sebastiano a Negombo, a nord di Colombo in Sri Laka, attaccata il 21 aprile scorso dai terroristi (Ap)

La chiesa di San Sebastiano a Negombo, a nord di Colombo in Sri Laka, attaccata il 21 aprile scorso dai terroristi (Ap)

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“Potenti simboli della coscienza collettiva", i luoghi santi delle varie religiosi “dovrebbero essere luoghi di venerazione, non di guerra. L'intera società esce perdente quando persone vengono attaccate a causa della loro religione o della loro fede”. Così il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è appellato alla comunità mondiale durante il lancio del piano di azione dell’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite (Unaoc) a cui lo stesso Segretario aveva affidato l’incarico di mettere a punto un piano di azione successivamente agli attacchi alla sinagoga “Tree of Life” di Pittsburgh, negli Usa, il 27 ottobre; alle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda il 15 marzo 2019 e alle tre chiese cristiane in Sri Lanka la successiva domenica di Pasqua.

L'attacco alla sinagoga “Tree of Life” di Pittsburgh, negli Usa, il 27 ottobre (LaPresse)

L'attacco alla sinagoga “Tree of Life” di Pittsburgh, negli Usa, il 27 ottobre (LaPresse)

Davanti a questi esempi di violenza motivata da odio razziale o religioso, ha sottolineato Guterres, occorre "riaffermare la santità" dei siti religiosi troppo spesso segnati da violenza indiscriminata mentre dovrebbero essere “luoghi sicuri di riflessione e di pace, non teatro di sangue e di terrore”.
Alla riunione per il lancio dell’iniziativa Onu sulla salvaguardia dei siti religiosi è intervenuta anche la Rappresentante permanente italiana alle Nazioni Unite, Mariangela Zappia, che ha ricordato come il nostro Paese sia sempre stata in prima linea negli sforzi a difesa della libertà di religione o di fede nel mondo, incentivando e riconoscendo il ruolo delle guide religiose nella promozione della pace e del dialogo. Un impegno che se deve essere globale, ancor più deve rivolgersi verso le aree di conflitto armato.


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