mercoledì 22 giugno 2011
L'exit strategy del presidente americano prevede il richiamo di 10 mila militari già a partire da luglio. L'obiettivo è affidare la sicurezza interna agli afghani entro tre anni.
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Saranno "probabilmente" 10.000 i soldati americani che torneranno in patria dall'Afghanistan a partire dal prossimo mese di luglio. Lo ha confidato una fonte dell'amministrazione americana, ma l'annuncio ufficiale lo darà Barack Obama in un discorso alla nazione che sarà pronunciato stasera alle 8 della sera ora locale (le 2 di giovedì in Italia). Si tratta della prima tranche dei 30.000 militari che entro la fine del 2012 si ritireranno dal Paese asiatico. Entro il 2014, nelle intenzioni di Obama, il controllo dell'intero Afghanistan sarà trasferitonelle mani della sicurezza afghana, e avrà fine una guerra cominciata nel 2001, dopo l'attacco alle Torri Gemelle. Da allora sono trascorsi dieci anni, segnati da una guerra che ha visto la coalizione occidentale districarsi a fatica su un terreno che la guerriglia talebana conosce meglio. Nel dicembre del 2009, da poco eletto alla presidenza, Obama decise il "surge", ovvero l'invio di 30.000 soldati che avrebbe portato a 99.000 il numero delle unità dispiegate sul terreno.Tre i punti di svolta raggiunti negli ultimi mesi, che consentono sia a Obama sia ai generali del Pentagono di mostrarsi sicuri nell'attuazione della strategia di disimpegno: i successi militari ottenuti nelle roccaforti dei guerriglieri, nel sud dell'Afghanistan; l'avvio di una, seppur timida, trattativa con i talebani che rinunceranno alle armi e vorranno giocare un ruolo politico nel nuovo Afghanistan; l'uccisione di Osama bin Laden -definita dallo stesso James Carney, portavoce della Casa Bianca- una "tappa importante", e i colpi inferti ad al Qaeda con l'eliminazione di numerosi leader. A tutto questo va aggiunto il livello di ostilità alla missione acquisito non solo nei villaggi e nel governo afghano, irritato per le troppe vittime civili del raid della Nato, ma anche in almeno tre quarti della popolazione americana, che chiede la fine graduale, ma certa della guerra.
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