sabato 13 ottobre 2018
L’ennesimo incidente legato alla povertà è avvenuto nella regione del Delta del Niger: le vittime raccoglievano il petrolio per rivenderlo
L'incendio scaturito dall'esplosione dell'oleodotto in Nigeria

L'incendio scaturito dall'esplosione dell'oleodotto in Nigeria

Almeno 30 persone sono rimaste uccise nella città di Aba, nel sud-est della Nigeria, a una cinquantina di chilometri da Port Harcourt, dove un oleodotto si è incendiato ed è esploso. L’ennesimo incidente di questo tipo sarebbe avvenuto in seguito a un tentativo di sottrazione di petrolio, secondo quanto riportato dalle autorità locali. «Più di 30 cadaveri carbonizzati sono stati trovati sulla scena all’arrivo degli agenti di sicurezza, mentre molte altre persone stanno ricevendo assistenza medica in vari ospedali», ha detto un ufficiale della sicurezza.

Il portavoce della Niger National Petroleum Corporation (Nnpc) ha confermato che le vittime sarebbero gli stessi che tentavano di manomettere il gasdotto. In Nigeria, il più grande produttore ed esportatore di petrolio in Africa, negli ultimi anni centinaia di persone sono morte in esplosioni di oleodotti nel tentativo di sottrarre petrolio o benzina da rivendere poi nei mercati irregolari. Nel Delta del Niger (una regione con 27 milioni di abitanti), si produce la maggior parte del petrolio nigeriano, circa 2,4 milioni di barili al giorno. Spesso i «furti» di greggio vengono messi a segno dagli abitanti della zona che approfittano delle perdite derivanti da tubature vecchie e usurate, responsabili del grave inquinamento del territorio e quindi dell'impoverimento di gran parte della popolazione.

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