martedì 14 novembre 2023
La donna, 74 anni, non era prigioniera di Hamas ma è stata uccisa durante l'attacco del 7 ottobre. La drammatica testimonianza del figlio: "Mi ha telefonato dal bunker appena iniziati i combattimenti"
Vivian Silver assieme ai due figli

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Vivian Silver non è prigioniera a Gaza come il suo telefono sembrava indicare e l’esercito di Gerusalemme aveva più volte affermato. La storica attivista israeliana di 74 anni, con passaporto canadese, è stata uccisa il 7 ottobre dai miliziani di Hamas entrati nella sua casa nel kibbutz Be’eri dove risiedeva dagli anni Settanta, quando si era trasferita da Winnipeg. In quel momento, Vivian era al telefono con il figlio Yonatan Zeigen che, negli ultimi anni, si era trasferito al nord di Tel Aviv. «Abbiamo un rapporto molto stretto. Mi aveva chiamato appena erano cominciati i combattimenti e lei si era chiusa nel bunker. A un certo punto mi ha detto che erano entrati – aveva raccontato il giovane operatore sociale ad “Avvenire” -. Prima che la prendessero è riuscita a dirmi: “Arrivederci”». Invece Vivian e Yonatan non potranno rivedersi. A cinque settimane dal massacro, i resti della donna sono stati finalmente identificati.

Fondatrice dell’associazione di donne per la pace Women wage peace e l’Arab-Jewish center for women equality, empowerment and cooperation, Vivian Silver ha dedicato la vita a combattere per i diritti dei palestinesi e per costruire alternative nonviolente al conflitto che da 75 anni devasta il Medio Oriente. Il 4 ottobre, insieme a migliaia di attiviste israeliane e palestinesi, aveva marciato a Gerusalemme per la pace. In coerenza con il suo impegno, il figlio Yonatan condanna con fermezza l’offensiva su Gaza scatenata dal governo di Benjamin Netanyahu in risposta all’attacco di Hamas. “Da questa guerra non nascerà un futuro migliore per la Striscia né per Israele”, ha detto.

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