giovedì 2 novembre 2017
Secondo i media inglesi, alle dimissioni del titolare della Difesa per il caso di molestie sessuali (sostituito da Williamson), seguiranno anche quelle del numero due dell'esecutivo Damian Green
La premier Theresa May è alle prese con lo scandalo delle molestie che coinvolge il governo (Ansa)

La premier Theresa May è alle prese con lo scandalo delle molestie che coinvolge il governo (Ansa)

La “testa” dell'ormai ex ministro della Difesa Michael Fallon potrebbe essere solo la prima a cadere nello scandalo molestie di Westminster. È quanto affermano i maggiori quotidiani britannici, secondo cui alle dimissioni del titolare della Difesa ne potranno seguire altre. Per il Guardian un "secondo esponente di primo piano del governo", il vicepremier de facto Damian Green, rischia di dover seguire la stessa sorte.

"Un numero di accuse sono venute in superficie sui parlamentari negli ultimi giorni, incluso alcune sul mio comportamento precedente", ha scritto Fallon alla premier Theresa May nella lettera in cui ha formalizzato le dimissioni. "Molte di queste - ha aggiunto l'ormai ex-ministro - sono false, ma io riconosco che in passato sono stato inferiore agli elevati standard che noi chiediamo alle Forze Armate che ho l'onore di rappresentare e quindi mi dimetto da ministro della Difesa". Il ministro uscente si è detto, infine, orgoglioso di aver "servito sotto quattro primi ministri" in varie posizioni di governo, rassicurando Theresa May sul suo sostegno futuro alla maggioranza.

Il ministro della Difesa Michael Fallon si è dimesso ieri sera (Ansa)

Il ministro della Difesa Michael Fallon si è dimesso ieri sera (Ansa)

La premier Theresa May cerca ora di rispondere al primo grave contraccolpo dello scandalo sulle molestie sessuali: ha nominato, in sostituzione di Fallon, il capogruppo alla Camera dei Tories Gavin Williamson, 41 anni. Ma intanto crescono le critiche all'interno del suo stesso partito conservatore. Si è fatta sentire in proposito la leader dei Tories in Scozia, Ruth Davidson, figura in rapida ascesa e per alcuni possibili pretendente alla carica di leader nazionale, che ha chiesto di "fare piazza pulita" al più presto nella politica britannica. "Il fatto che abbiamo una donna al numero 10 non vuol dire che sessismo e misoginia siano stati consegnati alla storia", ha tuonato Davidson. Uno scandalo che rischia di decimare la sua già malconcia compagine e che - prima della caduta di Fallon - sembrava minacciare soprattutto il numero due dell'esecutivo, Damian Green, 61enne segretario di Stato finito non solo nell'anonimo dossier di Westminster, ma accusato a sua volta direttamente da una 31enne attivista Tory, Kate Maltby, di palpeggiamenti e sms allusivi. Green, a differenza di Fallon, per ora continua a negare tutto o quasi, ma intanto il primo ministro ha lanciato un'indagine interna anche su di lui.


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