Brexit. Voto anticipato in Gran Bretagna. La parola passa al Parlamento


mercoledì 19 aprile 2017
La proposta della premier May sarà sottoposta al voto: labouristi, liberaldemocratici e il partito nazionale scozzese pronti a dare il via libera
Voto anticipato in Gran Bretagna. La parola passa al Parlamento

Elezioni anticipate a sorpresa in Gran Bretagna l'8 giugno: le ha annunciate ieri la premier Theresa May in un inatteso discorso alla nazione dinanzi al numero 10 di Downing Street, dopo averle ripetutamente escluse nei mesi scorsi. May può contare secondo i sondaggi sul netto vantaggio del suo Partito Conservatore rispetto all'opposizione laburista in grado sulla carta di rafforzarla nel cammino verso la Brexit, il divorzio del Regno Unito dall'Ue.

"La Brexit è nell'interesse nazionale ma gli altri partiti si oppongono" ha detto May chiedendo di fatto ai britannici di votare per il Partito Conservatore per portare a compimento il divorzio da Bruxelles e invita tutti a "non sottovalutare la (sua) determinazione a portare a compimento il lavoro" verso la Brexit. Lo ha detto la stessa premier annunciando le elezioni anticipate nel Regno Unito per l'8 giugno. "Il Paese vuole unirsi, ma Westminster si divide", sul tema del negoziato con l'Ue.

Finora May, succeduta meno di un anno fa alla guida del governo e dei Conservatori a David Cameron senza passare per le urne dopo la sconfitta dell'allora primo ministro al referendum sulla Brexit del 23 giugno, aveva sempre detto di voler arrivare in fondo all'attuale legislatura: iniziata con il voto del maggio 2015 e destinata in teoria a concludersi nel 2020. Ieri tuttavia, è arrivata l'improvvisa inversione di marcia, annunciata dopo una riunione del Consiglio dei Ministri e spiegata come necessaria per dare "certezza e stabilità" al regno di fronte alle resistenze attribuite alle opposizioni e alla Camera dei Lord sul divorzio dall'Ue.

Le elezioni anticipate andranno oggi formalizzate in parlamento. Il Parlamento britannico si pronuncia oggi sulle elezioni anticipate dell'8 giugno, richieste dalla premier conservatrice Theresa May. Il suo governo presenta ai Comuni del Parlamento la mozione che autorizzerà le elezioni anticipate. Il dibattito parlamentare a Westminster è previsto alle 12:30 (quando in Italia saranno le 13,30). E non dovrebbe durare più di 90 minuti, con il voto intorno alle 16. May ha bisogno di due terzi dei voti parlamentari, quindi i voti dei conservatori, che hanno la maggioranza assoluta, non basteranno. Ma il via libera non avrà comunque problemi. Il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, è stato tra i primi a congratularsi per la scelta della premier. I liberaldemocratici e l'SNP (il Partito Nazionale Scozzese) hanno detto che non bloccheranno la richiesta della May. L'SNP, filo-europeo e che ha già chiesto il nuovo referendum di indipendenza da Londra, ha preannunciato che i suoi deputati si asterranno nel voto (secondo i sondaggi, in Scozia l'SNP manterrà, forse anche aumenterà il consenso).

I labouristi favorevoli al voto anticipato, ma i sondaggi sono negativi. I liberaldemocratici, come Corbyn, hanno apprezzato l'annuncio del voto anticipato: filo-europei, anche loro sperano di avere un'opportunità per cambiare la direzione intrapresa da Londra ed evitare il disastro di una Brexit dura, che comporti l'uscita dal mercato unico.Tra i laburisti però circola il malumore: molti di loro sanno che nel voto dell'8 giugno potrebbero perdere il loro seggio. I sondaggi danno i conservatori avanti di 20 punti. I parlamentari laburisti, molti dei quali già l'anno scorso avevano dichiarato la sfiducia al loro leader, sono preoccupati dalla mancanza di un programma e dai sondaggi che mostrano l'assoluta impopolarità di Corbyn.

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