lunedì 11 giugno 2012
Terroristi hanno fatto irruzione domenica durante una funzione religiosa a Biu sparando raffiche di mitra contro i fedeli. Un altro attentatore si è fatto saltare in una chiesa a Jos. I morti sono complessivamente 11, i feriti 60. I terroristi legati ad al-Qaeda rivendicano gli attacchi. La condanna del ministro Terzi e della Ue. La Santa Sede: «Dolore e orrore».
Lagos, liberato il giocatore del Lecce Obodo
COMMENTA E CONDIVIDI
Boko Haram, gruppo terrorista legato ad al-Qaeda, ha rivendicato gli attentati compiuti ieri in Nigeria, che hanno seminato violenza fra le comunità cristiane nel centro e nel nord del Paese. A Jos (Nigeria centrale) un kamikaze si è fatto esplodere insieme alla sua auto davanti alla locale chiesa  cristiana. Circa 50 persone sono rimaste ferite nel crollo dell'edificio, 41 sono in gravissime condizioni. A Biu (Nord est del Paese), un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco sui fedeli durante la messa , uccidendo una donna. Gli attacchi hanno scatenato a Jos la rappresaglia dei cristiani. Poco dopo l'attentato contro la chiesa di Jos, un gruppo di giovani usciti illesi dal crollo ha attaccato alcuni musulmani presenti nell'area dell'esplosione. Negli scontri sono morte sette persone.  Ben Kwashi, arcivescovo anglicano di Jos, ha condannato gli attacchi, ma ha invitato i cristiani ad evitare inutili e rappresaglie che non fanno che aggravare la situazione.
Gli attacchi di ieri, costati la vita a 11 persone, giungono a una settimana da un altro attacco suicida contro una chiesa a Bauchi City (nord-est del Paese) costato 12 morti.
 
Dal 2009 il gruppo di Boko Haram ha realizzato numerosi attacchi contro  chiese, scuole, stazioni di polizia ed edifici governativi nel nord della Nigeria, costati oltre 1000 morti. Gli esperti temono nuovi attacchi nei prossimi mesi. Boko Haram il cui nome significa "No all'educazione occidentale",  vuole imporre la legge della Sharia in Nigeria.
 
Da diversi anni i gruppi estremisti finanziati dall'Arabia Saudita e da altri Paesi arabi radicali hanno dato il via all'islamizzazione dei Paesi dell'Africa sub-Sahariana,  soprattutto Nigeria, Niger e Mali. In un'intervista ad Al-Jazeera Mahmadou Issoufou, presidente del Niger ha lanciato un allarme per combattere il dilagare del terrorismo islamico nei Paesi africani, causato anche dalla caduta del Leader libico Gheddafi.  (AsiaNews)

Dopo l'ennesimo massacro di cristiani in Nigeria il ministro degli Esteri Giulio Terzi intende affrontare l'emergenza nella prossima riunione con i suoi colleghi europei in programma il 25 a Lussemburgo. Il titolare della Farnesina ha quindi dato istruzioni al Rappresentante Permanente italiano presso l'UE, Ferdinando Nelli Feroci, di far inserire la questione della tutela delle minoranze religiose, in particolare quelle cristiane, nell'ordine del giorno della riunione.L'Ue "condanna fortemente gli attacchi" dei giorni scorsi contro i cristiani, "il terrorismo non prevarrà mai". È quanto ha detto una portavoce della Commissione europea, assicurando che con le autorità nigeriane "c'è una stretta cooperazione".

"Dolore e orrore per quello che avviene in Nigeria ormai con regolarità" contro i cristiani sono stati espressi da padre Federico Lombardi. "C'è partecipazione e attenzione da parte della Chiesa - ha aggiunto - e speranza che le autorità riescano a far fronte a una situazione che a volte sembra disperata". "Non è vero che il governo nigeriano non faccia nulla per difendere le chiese cristiane, ci sono soldati e poliziotti dappertutto e gli edifici pubblici, non solo le chiese, sono sotto controllo". Lo riconosce ai microfoni della Radio Vaticana l'arcivescovo di Abuja, monsignor John Onayekan. Nonostante gli sforzi, spiega il presule, "purtroppo il governo non riesce a eliminare i terroristi o a limitare la loro attività" anche se, conclude, "francamente non so spiegarmene il motivo: non dovrebbe essere così difficile individuarli"."Abbiamo a che fare con un gruppo di criminali che pensano che la Chiesa sia un nemico, perché ai loro occhi incarna la cultura occidentale. Non penso però che questa sia la visione della maggioranza deimusulmani della Nigeria". Lo dice all'agenzia vaticana Fides mons. Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando gli attacchi contro luoghi di culto cristiano a Jos e a Biu avvenuti ieri.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: