lunedì 11 febbraio 2019
Venezuela e Italia hanno profonde radici comuni. 59 Paesi del mondo e il Parlamento Ue hanno riconosciuto la mia persona. L'Italia no. Ma abbiamo bisogno che l'Italia sia al nostro fianco.
Juan Guaidò (Lapresse)

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L'autoproclamato presidente venezuelano Juan Guaidò, presidente della Assemblea nazionale, ha inviato una lettera agli italiani per chiedere di appoggiare il riconoscimento della sua carica istituzionale. Ecco il testo della lettera, che un primo risultato l'ho ottenuto: il vicepremier Salvini ha telefonato a Guaidò confermandogli la sua posizione anti-Maduro. Ma tutto è rinviato al voto di martedì in Parlamento, che si terrà dopo una comunicazione del ministro Enzo Moavero Milanese.

«Il Venezuela e l’Italia hanno profonde radici comuni. I venezuelani sentono gli italiani come fratelli, da sempre.Oltre due milioni di venezuelani portano orgogliosamente cognomi italiani. Una comunità numerosa che guarda all’Italia come un punto di riferimento. Molti di noi sono anche cittadini italiani.

In questi anni, il regime dittatoriale e violento di Maduro ha portato il Paese ad una crisi economica e democratica senza precedenti. Non abbiamo cibo per sfamare i più poveri, gli anziani, le donne e bambini. Non abbiamo medicine per curare i nostri malati, la nostra moneta perde valore, di giorno in giorno.Stiamo vivendo una catastrofe umanitaria senza precedenti, a causa di un governo illegittimo e non riconosciuto dalla comunità internazionale. Tutta la comunità italiana in Venezuela è vittima della dittatura, ed è vittima tanto quanto i venezuelani del flagello della fame e della mancanza di medicine.

Per questa ragione, milioni di venezuelani scendono nelle piazze a manifestare pacificamente da diversi mesi. Una protesta democratica e non violenta per chiedere libere elezioni. Per chiedere lo sblocco degli aiuti umanitari, fermi alle nostre frontiere per volontà di Maduro e del suo esercito.Sono fiero di quello che sta facendo il popolo venezuelano, unito e determinato nel voler cambiare, in modo non violento, il proprio destino e tornare ad essere una democrazia. 59 Paesi nel mondo e il Parlamento europeo hanno riconosciuto l’Assemblea Nazionale e quindi la mia persona quale Presidente provvisorio del Paese, con il preciso e limitato compito di portare il Venezuela, al più presto, a libere e democratiche elezioni.

L’Italia è uno dei pochi Paesi che non ha ancora riconosciuto questo percorso.Con profondo sconcerto non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo, a noi più vicino, non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni, sotto l’egida della comunità internazionale, e lo sblocco degli aiuti umanitari.Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia.

Abbiamo bisogno del sostegno italiano, abbiamo bisogno di una comunità internazionale coesa per costringere Maduro a fare un passo indietro, rispettare la nostra Costituzione e far sì che, in qualità di Presidente provvisorio, possa indire nuove elezioni.»

Juan Guaidò

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