mercoledì 14 giugno 2023
La coalizione si spacca sulla nomina della rappresentante della maggioranza al Comitato per le nomine dei giudici. I leader dell'opposizione Lapid e Gantz congelano i colloqui sulla riforma
il premier israeliano Benjamin Netanyahu oggi alla Knesset

il premier israeliano Benjamin Netanyahu oggi alla Knesset - Reuters

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La Knesset (il Parlamento israeliano) ha votato oggi per scegliere i suoi due delegati nel Comitato che decide le nomine di tutti i giudici del sistema giudiziario civile israeliano (organismo formato da nove membri e la cui composizione è uno dei punti nodali della riforma giudiziaria su cui nel Paese si discute da mesi). Tradizionalmente (non per legge) vengono indicati un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione.

La seduta è stata difficile, a tratti drammatica, e il governo di Benjamin Netanyahu ha registrato una prima, rilevante, sconfitta. L’Aula, infatti, ha approvato (58 i voti su 115) la candidata dell'opposizione Karine Elharrar, del partito centrista Yesh Atid (C'è futuro) di Yair Lapid, ma non la candidata della maggioranza Taly Gotliv. A conti fatti, la vittoria di Elharrar significa che quattro parlamentari della coalizione di maggioranza hanno votato per lei nel segreto dell’urna.

Karine Elharar, del partito di opposizione Yesh Atid (C'è un futuro) di Yair Lapid

Karine Elharar, del partito di opposizione Yesh Atid (C'è un futuro) di Yair Lapid - Archivio

Netanyahu era favorevole a una posizione interlocutoria sul Comitato per la nomina dei giudici - un membro alla coalizione, uno all'opposizione -, mossa che avrebbe dato maggiore forza alle trattative in corso, sotto l'egida del presidente Isaac Herzog, sulla riforma giudiziaria. Ma l'ala oltranzista dello schieramento di destra si è opposta, sostenendo che non era opportuno “concedere” all'opposizione un posto nell'organismo. Quando gli è stato chiaro che non sarebbe riuscito a convincere i leader della coalizione a sostenere un delegato dell'opposizione, Netanyahu ha cambiato strategia, facendo in modo che, in mancanza di due candidati, il voto finisse per essere rinviato automaticamente per 30 giorni (come previsto da una clausola specifica nel regolamento della Knesset).

I leader dell'opposizione Benny Gantz (Kachol Lavan) e Yair Lapid (Yesh Atid) - che avevano peraltro detto di considerare la nomina di Elharrar pregiudiziale al proseguimento delle trattative - hanno sospeso i colloqui sulla riforma giudiziaria.

«Netanyahu ha perso il controllo del suo governo ed è tenuto in ostaggio dagli estremisti. Sta distruggendo la democrazia di Israele, la nostra economia, la nostra sicurezza e l'unità della nostra società. Ha violato il suo impegno con il presidente e sta portando direttamente alla fine dei colloqui», ha dichiarato Yair Lapid.

Benny Gantz ha rilevato che «Netanyahu ha provato e ha fallito». «Mi congratulo con i membri responsabili della Knesset che hanno portato alla scelta giusta e mi congratulo con Karin Elharar, eletta come rappresentante nella Commissione per la selezione dei giudici e Pnina Tamano-Shata, eletta come rappresentante nella Commissione per la selezione dei giudici - ha aggiunto -. Sono sicuro che faranno entrambi un ottimo lavoro». «Netanyahu - ha concluso Gantz - si è arreso agli estremisti e il suo comportamento solleva dubbi sulla sua capacità di controllare la sua coalizione. Non c'è motivo di continuare i colloqui».

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