venerdì 5 maggio 2017
La Corea del Nord ha minacciato di lanciare un attacco anti terrorismo contro le agenzie di intelligence di Stati Uniti e Corea del Sud. Il motivo? Un presunto complotto per uccidere Kim Jong-un
Il leader nordcoreano Kim Jong-un (Ansa)

Il leader nordcoreano Kim Jong-un (Ansa)

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Un caso di fantapolitica? La paranoia - una sindrome che accomuna molti dittatori - elevata ad arma politica? Sta di fatto che il leader nordcoreano Kim Jong-un minaccia di lanciare un attacco anti terrorismo contro le agenzie di intelligence di Stati Uniti e Corea del Sud. Il motivo? Lo stesso Kim sarebbe stato vittima di un complotto, ordito dalla Cia e da Seul, per assassinarlo. Lo ha fatto sapere l'agenzia di stampa di Stato nordcoreana Kcna. "Scoveremo e distruggeremo fino all'ultimo terrorista della Cia" e dell'intelligence sudcoreana, fa sapere Pyongyang.
Il regime ha subito alzato i toni. Il complotto equivarrebbe, se confermato, ad una vera e propria dichiarazione di guerra alla Corea. Secondo le accuse, agenti della Cia e dei servizi di intelligence della Corea del Sud avrebbero progettato di uccidere il leader nord-coreano durante un evento pubblico a Pyongyang attraverso l'uso di "sostanze biochimiche", dopo essersi infiltrati nel Paese a nord del trentottesimo parallelo. "Scoveremo e distruggeremo fino all'ultimo i terroristi della Cia e delle marionette dell'Intelligence Service sud-coreano". Se quello verso il giovane Kim sembra un complotto fantasma, ben diverso fu quello costato la vita, lo scorso mese di febbraio, a Kim Jong-nam, il fratellastro del leader nordcoreano, assassinato all'aeroporto di Kuala Lumpur mentre attendeva di imbarcarsi su un volo per Macao. In quell'occasione venne utilizzato un agente chimico. Per molti l'ordine di uccidere partì proprio da Pyongyang.

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