venerdì 3 febbraio 2012
L'intervento della guida della suprema della Repubblica iraniana, nel sermone del venerdì all'università di Teheran, nelle celebrazioni del 33/mo anniversario della rivoluzione.
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L'Iran "sosterrà ogni gruppo o Paese che confronti o combatta Israele". Lo ha detto nel suo sermone del venerdì all'università di Teheran la guida suprema Ali Khamenei, in una delle rare occasioni in cui è proprio lui a guidare la preghiera e che coincide con le celebrazioni del 33/mo anniversario della rivoluzione.L'Iran non indietreggerà sul suo programma nucleare", e le sanzioni dell'Occidente non faranno altro che portare nuovi benefici all'industria nazionale, ha detto sempre Khamenei. Continuare a dire "che tutte le opzioni rimangono sul tavolo" è controproducente per gli Stati Uniti, perché le loro minacce mostrano la loro debolezza nell'affrontare il dialogo. Infatti, ha proseguito, "gli Stati Uniti non hanno niente da dire, non hanno nessun'altra logica se non la forza"."L'Egitto deve bruciare il Trattato di Camp David con Israele", ha continuato Khamenei, e deve riprendere "il suo ruolo di difensore dei diritti dei palestinesi", sottolineando che l'esercito egiziano ora al potere non sarà influenzato dagli Stati Uniti e da Israele come il regime di Mubarak. L'Iran prosegue dunque nel sostenere, ha detto ancora il Leader, i movimenti di Hezbollah Hamas e la jihad islamica a Gaza. "L'Iran non ha come obiettivo di estendere ad altri paesi la rivoluzione sciita o quella iraniana, ma quello di difendere la Umma (comunità, ndr) islamica e di risvegliarla. Noi non crediamo nella violenza tra le sette religiose e nemmeno nel nazionalismo", ha poi concluso Khamenei.
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