venerdì 27 settembre 2019
I due maggiori partiti, Likud e Blu Bianco, tornano ad incontrarsi. Mentre il 60% non vuole più tornare alle urne. Il premier chiede la diretta tv per l'udienza sulla sua possibile incriminazione
Il presidente israeliano Reuven Rivlin (a destra) stringe la mano a Benjamin Netanyahu dopo il conferimento dell'incarico per tentare di formare il nuovo governo (LaPresse)

Il presidente israeliano Reuven Rivlin (a destra) stringe la mano a Benjamin Netanyahu dopo il conferimento dell'incarico per tentare di formare il nuovo governo (LaPresse) - LaPresse

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Dopo che Benjamin Netanyahu ha ricevuto l'incarico di formare un nuovo esecutivo, delegazioni dei due maggiori partiti israeliani, Likud (guidato dal premier Netanyahu) e Blu Bianco (di Benny Gantz), sono tornate ad incontrarsi oggi per la seconda volta nel tentativo di trovare un terreno di intesa per un governo unitario, come suggerito loro dal capo dello Stato Reuven Rivlin. Questa ipotesi è stata avanzata anche per sventare il rischio che - a causa dello stallo fra le maggiori forze politiche - il Paese sia costretto ad andare fra alcuni mesi a nuove elezioni, dopo quelle inconcludenti del 9 aprile e del 17 settembre.
Secondo un sondaggio pubblicato da Israel ha-Yom, il 60 per cento degli israeliani sono contrari a tornare al voto. Il 29 per cento vorrebbe un governo di unità laico, con la partecipazione di Blu Bianco, Likud ed Israel Beitenu, il partito di Avigdor Lieberman. Il 23 per cento vedrebbero positivamente un governo analogo ma allargato anche ai partiti confessionali e a liste di sinistra.

Intanto, il premier israeliano continua a fare i conti con la giustizia e con l'inchiesta che lo coinvolge e che potrebbe influenzare forse in maniera determinante l'esito della formazione del governo. Benjamin Netanyahu, ieri, ha chiesto al procuratore generale Avichai Mandelblit di autorizzare la trasmissione in diretta dell'udienza pre-incriminazione che si svolgerà il 2-3 ottobre e vedrà il leader del Likud chiamato a difendersi dalle accuse di frode, abuso di fiducia e corruzione in tre casi. In nome della trasparenza, Netanyahu ha sostenuto che l'opinione pubblica dovrebbe poter sentire la sua difesa.
Una volta passata l'udienza, Mandelblit dovrebbe annunciare entro dicembre la decisione sulla possibile incriminazione del leader del Likud. Beghe giudiziarie che Netanyahu è disperatamente impegnato a evitare: l'unica strada è una legge sull'immunizione approvata dal prossimo Parlamento, ma per ottenerla deve restare alla guida del governo.


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