martedì 5 aprile 2016
La denuncia di Radio Gerusalemme apre in Israele un acceso dibattito politico. La pratica è vietata.
«Partorienti ebree separate dalle arabe»
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Radio Gerusalemme denuncia diversi casi di partorienti ebree separate dalle arabe. E in Israele si accende il dibattito politico. Secondo un reportage dell'emittente israeliana in diversi ospedali del Paese viene attuata di fatto una separazione fra le partorienti ebree e quelle arabe, anche se formalmente essa è vietata dal ministero della Sanità. La denuncia, che ha destato immediato scalpore e una pioggia di reazioni, è giunta da una giornalista di radio Gerusalemme. Fingendosi essa stessa una partoriente ha indagato in diversi ospedali se, dopo il parto, potesse essere certa di trovarsi solo fra ebree, e non con arabe. Ospedali importanti l'hanno "rassicurata", sia pure nei limiti dello spazio disponibile, mentre solo due, a Haifa e a Beer Sheva, hanno trovato la domanda indegna. In seguito alla denuncia, il ministro della Sanità ha ribadito che è vietata ogni discriminazione su base etnica o religiosa. Il deputato arabo Ahmed Tibi ha constatato con amarezza che "a quanto pare anche nel sistema sanitario c'è chi si arrende agli umori razzisti", che a suo parere si stanno diffondendo anche in Israele. Anche il ministro dell'istruzione, Naftali Bennett, un esponente politico di destra, ha ribadito che degenti ebrei ed arabi devono poter ricevere assieme le stesse cure. Ma il vento del razzismo purtroppo soffia un po' in tutti i continenti, a cominciare dall'Europa, che già ha una storia pesantemente macchiata da questa "malattia".
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