venerdì 8 gennaio 2016
​Si erano opposti alla revisione dei programmi scolastici imposta dai jihadisti. Accade nella provincia di Ninive.
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Più di trenta insegnanti operanti nella provincia irachena settentrionale di Ninive, attualmente sotto il controllo dei jihadisti del Daesh, sono stati fermati e arrestati nelle ultime ore per essersi rifiutati di seguire i nuovi programmi d'istruzione imposti dai jihadisti nelle scuole della regione. La notizia degli arresti dei professori “ribelli”, riferita dall'Agenzia Fides, è stata riferita da fonti locali a media curdi che monitorano il nord dell'Iraq, come l'Agenzia Ara News. Gli insegnanti fermati saranno sottoposti al giudizio del tribunale islamico istituito dal regime jihadista, che in Iraq ha la sua roccaforte a Mosul. L'organo giudiziario potrà disporre la sostituzione dei docenti arrestati con insegnanti più docili e allineati. Dopo la conquista di Mosul, i militanti del Daesh si sono applicati con decisione a modificare i programmi scolastici per trasformare gli istituti d'istruzione in altrettante basi per l'indottrinamento jihadista. Dalle aule della regione sono state bandite le lezioni di filosofia, chimica, biologia e matematica, rimpiazzate da corsi sulla Sharia e la jihad. Come riportato dall'Agenzia Fides, già all'inizio dell'anno scolastico 2014/2015 le scuole di Mosul e della Piana di Ninive che portavano nomi cristiani avevano dovuto cambiarli, e nei programmi di studio di ogni ordine e grado era stato abolito l'insegnamento della lingua e della cultura siriaca e quello dell'educazione religiosa cristiana. La rivolta degli insegnanti viene letta dagli osservatori come un segnale eloquente dell'insofferenza della popolazione verso il regime dell'auto-proclamato Califfato.
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