giovedì 5 gennaio 2017
I due giovani sono stati rilasciati perché contro di loro non sono state raccolte sufficienti prove. Erano stati bloccati dopo lo stupro al Christ Sahaya Kendra di Raipur nel Chhattisgarh
Proteste nello Stato indiano dell'Orissa contro le violenze sulla minoranza cristiana (LaPresse/Reuters)

Proteste nello Stato indiano dell'Orissa contro le violenze sulla minoranza cristiana (LaPresse/Reuters) - LaPresse

COMMENTA E CONDIVIDI

Niente giustizia. Un tribunale del Chhattisgarh, in India, ha assolto per “insufficienza di prove” i due giovani accusati dello stupro di una suora cattolica, drogata e abusata nella notte tra il 19 e il 20 giugno del 2015 al Christ Sahaya Kendra di Raipur. Il 19enne Dinesh Dhurv e il 25enne Jitendra Pathak sono stati rilasciati dal giudice Nidhi Sharma perché contro di loro non sono state raccolte sufficienti indizi.
Con ogni probabilità le indagini sono state compromesse - come spiega l’agenzia AsiaNews - in modo irreparabile dall’atteggiamento della polizia, che dopo il ritrovamento della suora non ha circoscritto l’area del crimine e non ha raccolto le tracce degli aggressori dal corpo della vittima.
La terribile vicenda è stata raccontata con coraggio dalla stessa religiosa, oggi 48enne, appartenente alle Missionarie salesiane di Maria Immacolata (Smmi) che ha descritto ai giudici i9 due uomini che le avevano usato violenza.
La suora, originaria del Kerala, era sola al momento dell’aggressione. È stata trovata il giorno seguente in stato di incoscienza dalla sua superiora, preoccupata per non aver ricevuto risposta alle sue chiamate.
Fin da subito i leader cristiani avevano lamentato gravi mancanze nella conduzione delle indagini da parte degli inquirenti, che non avevano raccolto campioni di sangue, urina e altri fluidi per determinare la sostanza allucinogena usata per drogare la missionaria. I rappresentanti statali del partito del Congresso e il Chhattisgarh Christian Forum avevano definito la violenza un «sistematico attacco contro le minoranze nello Stato».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI