martedì 6 dicembre 2011
​Dopo settimane di proteste, la Chiesa di Mumbai e le organizzazioni cristiane che avevano chiesto il ritiro del film ritenuto blasfemo «Who’s there» hanno ottenuto una prima vittoria. Il regista Ejaz Ahmed, il produttore Washim Sheikh e il pubblicitario Ka Jauhar sono stati arrestati e rilasciati ieri su cauzione.
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Dopo settimane di proteste, la Chiesa di Mumbai e le organizzazioni cristiane che avevano chiesto il ritiro del film ritenuto blasfemo «Who’s there» hanno ottenuto una prima vittoria. Il regista Ejaz Ahmed, il produttore Washim Sheikh e il pubblicitario Ka Jauhar sono stati arrestati e rilasciati ieri su cauzione. Le organizzazioni cristiane chiedono pene severe. Come riferisce all’agenzia «Fides» Joseph Dias, segretario generale del Christian Secular Forum, le rivendicazioni della Chiesa sono sostenute anche dal Central Board of Film Certification, l’ente incaricato di dare il via libera alle pellicole. Il manifesto e la pubblicità del film, con Gesù in croce pugnalato da un uomo e la scritta «Questa volta il male vincerà», violano l’articolo 38 del regolamento cinematografico. La pubblicità e il trailer promettono «la rivelazione sulla vera identità di Cristo», mentre altre immagini mostrano la Croce capovolta colpita da pugnali. «È un film che offende la fede e i sentimenti dei cristiani e contribuisce a diffondere l’odio verso di noi. Abbiamo chiesto che venga ritirato dalle sale» spiega padre Babu Joseph, portavoce della Conferenza episcopale dell’India. «Non è chiaro chi ci sia dietro, ma elementi e forze estremiste indù sono disseminati nella società e nei mass media». Forse le stesse forze che nello Stato orientale di Orissa, e soprattutto nel distretto di Kandhamal, tra la fine del 2007 e l’agosto 2008 scatenarono le peggiori violenze anticristiane della storia moderna del Paese. Ora un Rapporto del Tribunale del Popolo per il Kandhamal chiarisce che i responsabili «violarono i diritti umani e la Costituzione» e che le loro azioni furono «crimini contro l’umanità».
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