sabato 28 luglio 2018
Una vera ecatombe, quella del traffico di droga, peggiore di tanti conflitti che affliggono il mondo
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Una vera ecatombe, quella messicana, peggiore di tanti conflitti che affliggono il mondo (LEGGI QUI). Se consideriamo soltanto le vittime civili della guerra siriana, nel primo semestre di quest’anno ci sono stati 4.759 uccisi (tra cui 1.104 bambini e 798 donne), ossia il 30 per cento di quelli assassinati nello stesso periodo in Messico. In Iraq i caduti civili sono stati in questi sei primi mesi dell’anno 2.027, un ottavo di quelli avuti nel Messico.

La media annuale afghana risulta invece dieci volte inferiore a quella messicana. Le vittime del terrorismo nel Paese asiatico negli anni 2007-2016 sono state “soltanto” 33.409 persone, insieme civili e militari, mentre per il 2017 il Rapporto dell’agenzia Unama dell’Onu dà un bilancio di 3.438 morti, nella maggior parte dei casi caduti in attentati attribuiti ai taleban e alla filiale locale del Daesh. La ferocia dei narcos batte anche il terrorismo che imperversa nel nord della Nigeria. Il numero delle persone assassinate dai narcotrafficanti messicani nel primo semestre di quest’anno (sedicimila) è 23 volte superiore a quello delle vittime cadute nello stesso periodo per mano di Boko Haram e a causa delle esecuzioni extragiudiziali della polizia nigeriana messe insieme: 677. Ancora a titolo di paragone, la stima massima degli uccisi nella guerra dello Yemen in 34 mesi (marzo 2015-dicembre 2017) è stata secondo l’Onu di 13.600 persone: in Messico sarebbero caduti in meno di cinque mesi. (C.E.)

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