mercoledì 18 ottobre 2023
Un audio intercettato, immagini aeree e un video scagionerebbero l'esercito israeliano
L'ospedale al-Ahli a Gaza e il piazzale antistante dopo l'esplosione

L'ospedale al-Ahli a Gaza e il piazzale antistante dopo l'esplosione - Ansa

COMMENTA E CONDIVIDI

All'indomani della strage all'ospedale al-Ahli di Gaza, dove sarebbero morte 471 persone tra pazienti e rifugiati e altre 314 sarebbero state ferite (fonte il ministero della Sanità di Gaza), prosegue il rimpallo delle responsabilità tra l'esercito israeliano e Hamas. Stamani il presidente americano Joe Biden ha detto all'omologo israeliano Benjamin Netanyahu: «Da quello che ho visto, sembra che il massacro sia stato compiuto dalla parte opposta, non da voi». Alla domanda su cosa lo renda così fiducioso, Biden ha risposto: «I dati che mi ha fatto vedere il mio Dipartimento della Difesa».

Il presidente russo Vladimir Putin si è limitato a commentare: «È una tragedia e una catastrofe umanitaria, spero che sia la prova che serve mettere fine al conflitto». Anche la Cina si è detta «scioccata» e ha «condannato con fermezza l'attacco a un ospedale», chiedendo «un cessate il fuoco immediato e la fine della guerra».

«La notte scorsa, troppi sono giunti a conclusioni affrettate sulla tragica perdita di vite umane all'ospedale Al Ahli. Sbagliarsi metterebbe a rischio ancora più vite. Aspettate i fatti, riferite in modo chiaro e accurato. Il sangue freddo deve prevalere» ha scritto su X il ministro degli Esteri britannico, James Cleverly.

Mentre Hezbollah mobilita le piazze mediorientali nella Giornata della rabbia, Tel Aviv mette sul tavolo alcuni indizi: immagini aeree, video e audio che punterebbero il dito contro la Jihad islamica. Responsabile della strage sarebbe un razzo difettoso partito dalla Striscia di Gaza ed esploso poco dopo il lancio. Tutti questi elementi sono stati presentati alla stampa dal portavoce dell'esercito israeliano, Daniel Hagari.

L'audio intercettato

Le forze di difesa israeliane hanno intercettato, tra gli altri, l'audio di una conversazione fra due miliziani palestinesi che parlano di «razzi non partiti» e di un'esplosione causata da un razzo difettoso. Nella conversazione tradotta dall'arabo si sente dire: «È la prima volta che vediamo un missile cadere così. È nostro?». E ancora: «Alcune schegge di questo missile non sono israeliane». Infine si dice che il missile «è stato lanciato dal cimitero dietro l'ospedale».

«Sarebbe stato impossibile sapere quanto accaduto con la rapidità con cui Hamas ha dato le informazioni» ha commentato il portavoce militare di Israele. «Hamas ha controllato le informazioni, ha compreso che si trattava di un razzo difettoso della Jihad islamica e ha deciso di lanciare una campagna globale sui media per nascondere quanto era accaduto davvero. Hanno inoltre gonfiato il numero delle vittime».

Dalle forze di difesa israeliane, ha precisato Hagari, non è stato sparato niente che potesse colpire l'ospedale via terra, mare o aria, sé i sistemi radar di Israele hanno tracciato razzi sparati da Gaza al momento dell'esplosione.

Questo rafforza l'ipotesi che a esplodere sia stato un razzo precipitato appena dopo il lancio: non sarebbe una novità scoprire che i terroristi di Hamas avevano un arsenale nascosto vicino all'ospedale per proteggerlo dai bombardamenti. Dall'inizio del conflitto, il 7 ottobre, sarebbero 450 i razzi palestinesi esplosi all'interno della Striscia, per errore di lancio o perché difettosi.

Così si presentava ieri sera il piazzale antistante l'ospedale al-Ahli a Gaza City

Così si presentava ieri sera il piazzale antistante l'ospedale al-Ahli a Gaza City - Ansa

Le immagini aeree

Le immagini aeree mostrano che l'edificio dell'ospedale non è stato distrutto. I danni più rilevanti risultano nel parcheggio, dove sono visibili i segni di un incendio. «Non si notano crateri né danni agli edifici circostanti, come sarebbe da aspettarsi nel caso di un attacco aereo» ha rilevato Hagari. L'impatto al suolo di un missile provoca un cratere largo diversi metri e profondo: dalle foto sarebbe impossibile non vederlo. Un razzo esploso in aria cade come un tizzone ardente innescando al suolo un incendio.

Il video del razzo

L'esercito ha postato su X un video che mostrerebbe il razzo sparato da Gaza e finito sull'ospedale. Il filmato, precisa il portavoce, è una sequenza trasmessa dall'emittente panaraba al-Jazeera che ha sede in Qatar. «Controllate bene prima di accusare Israele» recita il post.

«L'analisi della traiettoria dei razzi effettuata dalla nostra intelligence conferma che il razzo è stato sparato vicino all'ospedale» prosegue Hagari, citando «due video indipendenti che dimostrano il fallimento del lancio del razzo, la continuazione della traiettoria sulla Striscia di Gaza e la sua caduta vicino all'ospedale».

Biden a Netanyahu: non fate come noi dopo l'11 settembre

La rabbia che prova Israele dopo l'attacco del 7 ottobre è la «stessa che gli Stati Uniti hanno provato dopo l'11 settembre» ossia «choc, dolore, rabbia divorante» ha detto il presidente americano Joe Biden incontrando stamani a Tel Aviv Netanyahu. A causa di quella rabbia, ha però ricordato il capo della Casa Bianca, «gli Stati Uniti hanno commesso degli errori». E ha esortato Israele a non fare altrettanto.

«Il popolo del mondo deve sapere da che parte stanno gli Stati Uniti. Volevo venire di persona e dirlo chiaramente» ha esordito Biden. «Gli americani piangono con voi». «Sono rimasto profondamente addolorato e scioccato dall'esplosione nell'ospedale di Gaza - ha proseguito -. E da quello che ho visto, sembra che il massacro sia stato compiuto dalla parte opposta, non da voi». Biden ha nuovamente attaccato Hamas: «Dobbiamo anche tenere presente che non rappresenta tutto il popolo palestinese e gli ha solo causato sofferenza». E ha aggiunto: «Il mondo civilizzato deve unirsi contro chi detiene il potere a Gaza».

Il leader Usa avrebbe dovuto partecipare anche a un vertice in Giordania con il re giordano Abdullah II, il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi e il leader dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas, ma il summit è stato annullato dopo l'esplosione in ospedale. Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano, John Kirby, ha assicurato che in serata il presidente chiamerà il leader palestinese e il presidente egiziano sull'aereo di ritorno.

Il colloquio tra Biden e Netanyahu

Il colloquio tra Biden e Netanyahu - Ansa

Monta la rabbia nelle piazze mediorientali

La strage all'ospedale ha scatenato la rabbiosa protesta popolare contro Israele, gli Usa e loro rappresentanze diplomatiche in tutto il Medio Oriente. In diverse città ci sono stati assalti alle sedi diplomatiche statunitensi e israeliane. Le milizie sciite libanesi di Hezbollah hanno indetto per oggi una Giornata della rabbia. Dopo l'appello, centinaia di manifestanti si sono scontrati con le forze di sicurezza libanesi fuori dall'ambasciata americana, nel sobborgo di Awkar, alle porte di Beirut, dove i manifestanti hanno lanciato pietre e incendiato un edificio vicino. Gli Usa raccomandano ai propri cittadini di non recarsi in Libano e hanno autorizzato la partenza di parte del personale diplomatico non necessario. A Beirut centinaia di persone si sono radunate anche davanti all'ambasciata francese, sventolando bandiere di Hezbollah e lanciando pietre.

Manifestazioni imponenti anche a Istanbul, dove una folla che portava bandiere e striscioni filo-palestinesi si è radunata davanti al consolato israeliano ed è poi entrata nelle strutture dopo aver sfondato una barricata della polizia. Vi sono state marce anche presso la delegazione diplomatica americana in Iraq, presso quella di Israele in Giordania, quella della Francia in Iran e presso quella del Regno Unito nello stesso Paese.

Migliaia di palestinesi sono scesi nelle strade di diverse città della Cisgiordania: a Nablus, Ramallah, Tubas, Qalqilya, Hebron e Tulkarem.

In Giordania, ad Amman, i manifestanti si sono radunati davanti alla moschea di Re Abdullah per esprimere solidarietà ai palestinesi. Manifestazioni anti-Usa e anti-israeliane anche a Teheran. In Libia, diverse centinaia di persone hanno protestato a Tripoli, issando bandiere palestinesi e alcuni con il volto coperto dalle kefiah. "Diamo il nostro sangue e le nostre anime per Gaza", hanno scandito anche a Misurata, in Tripolitania. Proteste anche nella città yemenita di Taz e a Rabat, capitale del Marocco.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: