mercoledì 6 aprile 2016
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Roma. Con i suoi 200 milioni di abitanti, una crescita del 5-6%, il Pakistan rappresenta una «notevole opportunità per le imprese italiane». Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aprendo alla Farnesina il “Pakistan Trade and Investment Forum”. L’Italia, ha sottolineato il ministro, è il terzo partner commerciale nella Ue e tra i primi dieci al mondo. Sul fronte politico Roma e Islamabad condividono valori comuni come «l’impegno di peacekeeping dell’Onu e la lotta al terrorismo», ha spiegato Gentiloni rinnovando la Pakistan «la vicinanza e il dolore dell’Italia per il tragico attentato a Lahore nel giorno di Pasqua». La speranza è che tra gli aspetti economici, abbia trovato spazio anche il riferimento alle condizioni delle minoranza (in particolare quella cristiana) che ancora soffrono discriminazioni e gli effetti nefasti della legge che va sotto il nome di «norme anti-blasfemia». Tra i settori economici su cui punta la comunità imprenditoriale italiana che guarda al Pakistan ci sono le infrastrutture, l’agroalimentare, le macchine e le tecnologie per la lavorazione del marmo. «È questo momento per investire in Pakistan perché sarà un dei migliori mercati dei prossimi 20 anni», ha assicurato il presidente del Board of Investment del Pakistan, Miftah Ismail, invitando le imprese italiane a «venire e vedere con i loro occhi». Il Pakistan punta a raddoppiare, nel giro di due o tre anni, fino a due miliardi di dollari, il suo interscambio con l’Italia, «partner privilegiato» del Paese asiatico ma soprattutto «partner complementare» per intraprendere insieme una strada di sviluppo, ha spiegato Ismail.
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