venerdì 20 gennaio 2017
Truppe dell'Africa occidentale, con mandato Onu, sono entrate dal Senegal per consentire l'insediamento del presidente eletto. Contro il predecessore al potere da 23 anni, che non vuole lasciare
Il presidente eletto Barrow giura all'ambasciata gambiana in Senegal (Ansa)

Il presidente eletto Barrow giura all'ambasciata gambiana in Senegal (Ansa)

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Tensione alle stelle in Gambia per l'instabilità politica. Sono già 45mila le persone che hanno lasciato il Paese negli ultimi giorni, su una popolazione di 1,5 milioni di abitanti. Si sono diretti nel vicino Senegal, che si prepara ad accogliere fino a 100mila profughi. Ai confini sono pronte a intervenire, con mandato dell'Onu, le truppe dell'Ecowas (la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale) per consentire l'insediamento del presidente regolarmente eletto lo scorso 1° dicembre, Adama Barrow, il quale ha giurato all'ambasciata gambiana di Dakar, in Senegal, perché il presidente uscente, Yahya Jammeh, non intende lasciare il potere. La gente sta fuggendo per paura che la situazione precipiti nello scontro armato.

L'ultimatum dei militari al presidente uscente

Il presidente sconfitto Jammeh, dovrà lasciare il Paese di sua spontanea volontà entro le 16 ora locale (le 17 in Italia) o sarà costretto ad andarsene con la forza: lo ha detto Marcel Alain de Souza, presidente dell'Ecowas, l'organizzazione che raggruppa i Paesi dell'Africa occidentale. Il precedente ultimatum, che scadeva alle 12 locali, è stato prorogato per permettere ai mediatori internazionali di trovare una soluzione diplomatica. Le truppe dell'Ecowas sono entrate in Gambia ieri sera, dopo il giuramento del presidente eletto Barrow nell'ambasciata gambiana del Senegal. Scaduto l'ultimatum, i militari sono pronti a marciare verso la capitale.

Chi è Jammeh, al potere da oltre vent'anni

Il presidente uscente Yahya Jammeh, che si ostina a non lasciare la poltrona, è da 23 anni alla guida del piccolo Paese dell'Africa occidentale. Era arrivato al potere con un colpo di Stato nel 1994 e ha governato con pugno di ferro il Gambia, incarcerando e torturando chiunque osasse arrivare a criticarlo. Jammeh, con l’aiuto del Parlamento, ha imposto uno stato d’emergenza per i prossimi tre mesi. Ma gran parte dei suoi alleati politici si sono licenziati in questi ultimi giorni. Hanno abbandonato il loro posto la vicepresidente e almeno sei ministri. Non è invece noto dove si trovi esattamente lo stesso Jammeh, il quale avrebbe appena 2.500 soldati a sua disposizione.

L'impegno unitario dei Paesi dell'Africa occidentale

Centinaia di soldati senegalesi, insieme a 205 soldati ghanesi e 200 nigeriani, avranno ora il compito di ripristinare la democrazia in Gambia. È la prima volta che l’Ecowas agisce in maniera così univoca e determinata. «Ci sono aerei da caccia, la Marina militare e armi pesanti pronte all’uso», ha commentato un ufficiale della forza regionale. L'operazione "Restaurare la democrazia" ha il sostegno politico dell'Onu e degli Usa.

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