martedì 19 aprile 2011
Frattini ha detto che occorre assicurare fonti di finanziamento ai ribelli da petrolio e attività congelate e che Gheddafi sarà aiutato se dovesse essere in pericolo di vita. Jalil ha parlato di 10.000 i morti nella guerra civile in Libia.
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Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che occorre assicurare fonti di finanziamento ai ribelli da petrolio e attività congelate e che Muammar Gheddafi sarà aiutato se dovesse essere in pericolo di vita. "Il presidente (Jalil) ci ha oggi detto e siamo stati molto toccati da questo, che il loro impegno è per tutto il popolo libico, che ha aiutato e sta aiutando Gheddafi. Se ha bisogno, se è in pericolo di vita sarà aiutato come tutti gli altri libici. Questo è il germe della democrazia e della libertà che noi abbiamo ascoltato", ha detto Frattini in una conferenza stampa congiunta con il capo dei ribelli libici Mustafa Abdel Jalil, durante la quale ha aggiunto che i ribelli hanno stimato in 10.000 i morti in Libia."Il presidente ci ha parlato di 10.000 morti, vittime di un regime sanguinario che ha fatto anche tra i 50 e i 55.000 feriti", ha detto Frattini.Roma ospiterà nella prima settimana di maggio la riunione del gruppo di contatto internazionale sulla Libia. Frattini ha detto che in questo ambito sarà cercato uno "strumento legale" per rendere possibile "la vendita di prodotti petroliferi della Cirenaica", ossia la zona in mano ai ribelli. Inoltre, ha proseguito il ministro, si discuterà di "come consentire con strumenti finanziari internazionali di mettere a disposizione del popolo libico fonti di denaro da asset congelati" attraverso il Consiglio nazionale di transizione (Cnt). Jalil ha invece detto che il Cnt privilegerà i rapporti con Italia, Francia e Qatar. "Ci sarà cooperazione, amicizia forte con Italia, Qatar, Francia in primo luogo. Poi vengono tutti gli altri amici, Stati Uniti, Gran Bretagna che ci hanno sostenuto ma ciascuno a secondo di quanto sostegno ci ha dato oggi", ha detto il capo del Cnt."Siamo impegnati al rispetto di tutti i trattati e i patti legittimi stipulati in precedenza, solo che andranno a beneficio di tutto il popolo libico e non di un regime", ha aggiunto. L'Italia ha firmato nel 2008 un trattato di amicizia con la Libia, che prevedeva, tra l'altro misure di contrasto all'immigrazione clandestina e un indennizzo valutato in 5 miliardi di dollari per il passato regime coloniale. Il Trattato, ora sospeso per effetto della guerra, prevede il finanziamento di una serie di opere pubbliche in Libia.Dopo la visita di oggi a Roma, Jalil sarà domani a Parigi, dove incontrerà il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. La tv libica ha reso noto che all'alba di oggi bombardamenti della Nato hanno colpito aree nelle città libiche di Tripoli e Sirte. Secondo la tv inoltre è stata colpita anche la zona di al-Habra ad al Aziziyah.
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