sabato 25 ottobre 2014
Pugno di ferro del presidente dopo il duplice attacco che venerdì ha causato la morte di 31 militari. Nel Sinai stato d'emergenza. Chiuso anche il valico di Rafah.
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Pugno di ferro del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, che ha imposto lo stato d'emergenza nel Sinai dopo il duplice attentato di venerdì che ha ucciso 31 soldati. La misura durerà tre mesi e riguarda alcune città del nord della penisola dove si concentrano gli attacchi dei jihadisti contro i militari. Chiuso anche il valico di Rafah, che separa l'Egitto dalla Striscia di Gaza ed è l'unico posto di confine palestinese non controllato da Israele."Elementi stranieri hanno pianificato un complotto contro l'Egitto" ha denunciato al-Sisi dopo la riunione di sabato mattina con il Consiglio supremo delle forze armate.Sabato mattina, nel nord del Sinai, un nuovo attacco contro un camion delle forze di sicurezza ha causato almeno 11 feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. Il fatto è avvenuto vicino all'aeroporto di al Arish.Il duplice attenato di venerdì è l'evento più sanguinoso avvenuto nella penisola dalla deposizione dell'ex presidente Mohammed Morsi, il 3 luglio 2013. ​L'attacco più grave è avvenuto al check point della sicurezza di Karm Alkwadis, nella località di Sheikh Zuweid, dove 28 soldati sono stati uccisi e 30 feriti dall'esplosione di un'autobomba. Poche ore dopo altri 3 soldati sono stati uccisi quando militanti islamisti hanno aperto il fuoco al vicino posto di blocco di al-Arish.Mercoledì, una bomba è esplosa fuori dall'Università del Cairo, ferendo sei agenti e tre passanti. Domenica scorsa sono rimasti uccisi sette militari nell'esplosione di un ordigno vicino a un veicolo armato davanti a un gasdotto. A settembre, i militanti islamici hanno ucciso 17 poliziotti in due esplosioni. Gli attentati sono stati rivendicati da Ansar Beit al-Maqdis, gruppo terroristico islamico tra i più attivi nel Paese.
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