sabato 25 gennaio 2014
È di 30 morti il bilancio degli scontri in Egitto: lo riferisce il ministero della Sanità egiziano. Al Jazira Misr, dal canto suo, parla invece di almeno 50 vittime.
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È di 30 morti il bilancio degli scontri di oggi in Egitto: lo riferisce il ministero della Sanità egiziano. Al Jazira Misr, dal canto suo, parla invece di almeno 50 vittime.Delle vittime, 26 hanno perso la vita in scontri al Cairo e nella cinta di sobborghi che circonda la capitale. Da una parte gli islamisti sostenitori dei Fratelli Musulmani e dell'ex presidente Mohamed Morsi, deposto da un golpe il 3 luglio scorso, e forze anti-governative, si sono scontrati con la polizia e civili sostenitori del nuovo corso del generale, Abdel Fattah al Sisi.Nel terzo anniversario della rivolta anti-Mubarak, in Egitto la tensione è alle stelle. Il cuore del Cairo nei dintorni di piazza Tahrir è letteralmente blindato da forze di sicurezza, carri armati e militari. Gli elicotteri militari sorvolano costantemente a bassa quota l'area, intere arterie sono bloccate al traffico. Nelle ultime 48 ore quasi 600 persone sono state arrestate nel corso degli scontri di piazza con le forze di sicurezza.Al Cairo almeno 9 manifestanti sono rimasti uccisi nei violenti scontri tra sostenitori dei Fratelli musulmani e le forze di polizia. La polizia ha sparato lacrimogeni nel quartiere Mohandesin del Cairo per disperdere due manifestazioni dirette dalla moschea Mostafa Mahmoud a Piazza Tahrir, luogo simbolo della rivoluzione del 2011. Una delle manifestazioni era composta da sostenitori del presidente islamico deposto, Mohamed Morsi, mentre l'altra era stata organizzazione dal Fronte del cammino rivoluzionario, che si oppone ai Fratelli Musulmani e all'esercito. Un manifestante è rimasto ucciso, una decina feriti. Almeno due tank M113 sono avanzati lungo il ponte 6 Ottobre, a poca distanza da piazza Tahrir, per disperdere i dimostranti che, dopo che i due carriarmati hanno sparato colpi di avvertimento, si sono dati alla fuga. Lo riferiscono testimoni.Altri due dimostranti pro-Morsi sono stati uccisi nei violenti scontri con le forze di sicurezza a Minya, a sud del Cairo. E nel primo pomeriggio tre dimostranti sono stati uccisi nella capitale davanti alla sede del sindacato dei giornalisti. Altri tre dimostranti sono stati uccisi, sempre nel corso di scontri con le forze di sicurezza, ad Alf-masqan, Giza, nella zona orientale del Cairo. Disordini anche ad Alessandria. Nel pomeriggio uomini armati hanno aperto il fuoco, sparando un razzo rpg contro l'ingresso della sede delle forze di sicurezza centrale del governatorato a Suez.

Almeno due cronisti sono stati aggrediti al Cairo: lo riferiscono i diretti interessati, accusando alcuni militanti filogovernativi. "Siete di al Jazira, siete di al Jazira", hanno gridato gli aggressori. L'emittente qatarina è rea, per gli ambienti governativi, di essere "filo-Fratelli musulmani".Cinque soldati sono morti nel Sinai per un elicottero precipitato. Un altro risulta disperso. Testimoni oculari riferiscono che l'elicottero "è stato colpito da un missile" ma non ci sono conferme ufficiali.Intanto è stato annunciato per domani un "importante discorso" del capo di Stato provvisorio, Adly Mansour. Mistero sul contenuto: da giorni è atteso un suo intervento per rendere nota la ratifica della nuova Costituzione e indire elezioni presidenziali - che si prevedono a fine marzo, inizio aprile - e quelle politiche, seconda fase della road map dopo la destituzione di Morsi.

E il con­flitto rischia di superare i confini nazionali: tre di­plomatici egiziani sono stati sequestrati in Libia.Ieri era stata una giornata di sangue per l'Egitto: un'autobomba guidata da un kamikaze e diversi ordigni esplosi contro le sedi delle forze di sicurezza hanno causato 6 vittime. Altre 16 persone, tra cui una bambina di 7 anni, hanno perso la vita nei violenti scontri al Cairo tra manifestanti e polizia.Il ministro Emma Bonino ha così commentato le notizie provenienti dal Cairo: "Le bombe e gli avvenimenti sanguinosi di questi giorni in Egitto sono segnali molto preoccupanti, c'è da sperare che non degenerino in una nuova spirale di ulteriori scontri e instabilità endemica nel Paese. Il mio primo pensiero va alle famiglie delle vittime che pagano il prezzo più alto. Faccio appello alle autorità egiziane e ai manifestanti di ogni parte politica ad astenersi da ogni forma di violenza e tenere aperto un canale di dialogo".

 

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