venerdì 8 gennaio 2016
A Raqqa vera e propria esecuzione in pubblico. Il ventenne l'aveva accusata di volerlo portare fuori dal Paese per sottrarlo al terrorismo.
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Un combattente del Daesh ha ucciso la propria madre a colpi d'arma da fuoco a Raqqa, roccaforte jihadista nel nord della Siria, dopo averla denunciata perché lo aveva "incitato ad abbandonare lo Stato islamico".Lo hanno riferito gli attivisti siriani di "Raqqa is Being Slaughtered Silently" (Raqqa è massacrata nel silenzio), precisando che l'esecuzione è avvenuta in pubblico, nei pressi dell'edificio postale della città, dove la donna lavorava. Ali Saqr al-Qasem, 20 anni, ha usato un fucile d'assalto per uccidere la madre Lena, 45 anni, riconosciuta colpevole di apostasia, secondo quanto riportato anche dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Temendo per la propria sicurezza, il 20enne avrebbe accusato la madre di aver cercato di convincerlo ad abbandonare il Daesh e a fuggire insieme a lei dalla Siria, sostenendo che "la coalizione ucciderà tutti gli esponenti dell'organizzazione".
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