domenica 12 gennaio 2020
Il governatore democratico per il secondo anno consecutivo promette il provvedimento Si moltiplicano però gli studi scientifici che lanciano allarmi per gli effetti sulla salute mentale
Il governatore della Stato di New York, Andrew Cuomo

Il governatore della Stato di New York, Andrew Cuomo - Reuters

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New York Si espande la legalizzazione della marijuana negli Stati Uniti, mentre l’esperimento del Canada si rivela deludente e le autorità sanitarie americane mettono in guardia governi e Assemblee legislative dagli effetti nocivi della droga, soprattutto per i giovani. Per il secondo anno consecutivo, Andrew Cuomo ha preso l’impegno di liberalizzare la marijuana ricreativa nello Stato di New York. Durante il tradizionale discorso programmatico d’inizio anno, il governatore democratico dell’Empire State ha sottolineato che una legge in tal senso sarà la priorità della sua agenda per il 2020. Cuomo, che ad agosto ha già depenalizzato il consumo e il possesso, in quantità moderate, di cannabis, ha aggiunto che la legalizzazione servirà anche ad affrontare le ingiustizie nell’applicazione delle leggi contro l’uso della droga. Il governatore ha spiegato inoltre che la marijuana ricreativa porterebbe nelle casse dello Stato, alle prese con un buco in bilancio da sei miliardi di dollari, circa trecento milioni di dollari in introiti.

In realtà, 15 mesi di legalizzazione della marijuana nel vicino del Nord non hanno portato, da un punto di vista economico e fiscale, i risultati sperati dai suoi sostenitori. Il mercato nero degli spacciatori di droga – grazie ai prezzi più bassi – resta florido in Canada dove il “fumo” è legale dall’ottobre 2018 e dove, secondo dati governativi, solo il 28% dei consumatori di marijuana l’acquista nei negozi autorizzati. Dati che non fermano la determinazione di alcune Assemblee statali americane a seguire l’esempio del Canada e degli 11 Stati Usa che già permettono l’uso ricreativo della cannabis, che resta comunque proibita a livello federale. In un anno elettorale la motivazione è alimentata anche dai sondaggi che mostrano come circa il 65% degli statunitensi sia a favore dell’uso libero della droga. Ma se dal 2012, anno in cui Colorado e Washington legalizzarono per primi l’uso ricreativo della cannabis, lo stupefacente ha perso nell’opinione pubblica americana la reputazione di sostanza pericolosa, sempre più studi ne mettono in evidenza i rischi, soprattutto legati ai suoi effetti su depressione, psicosi e schizofrenia. Se, ad esempio, l’Accademia nazionale di medicina Usa, nel 1999 scriveva che «l’associazione tra marijuana e schizofrenia non è ben compresa», nel suo ultimo rapporto ha raggiunto una diversa conclusione: «L’uso di cannabis può aumentare il rischio di schizofrenia e altre psicosi; maggiore è l’uso, maggiore è il rischio». Allo stesso tempo, dopo aver esaminato la più recente letteratura scientifica, l’American Academy of Pediatrics (Aap) ha concluso che «gli adolescenti che usano marijuana possono sviluppare seri disturbi menta- li, tra cui depressione e psicosi ».

L’organizzazione dei pediatri statunitense aggiunge che «le prove dimostrano chiaramente che la marijuana crea dipendenza ». Le conseguenze dell’uso della droga, ha concluso la Aap, comprendono «memoria compromessa a breve termine e diminuzione della concentrazione, capacità di attenzione e capacità di risoluzione dei problemi, alterazioni nel controllo motorio, coordinazione, tempo di reazione e capacità di localizzazione ». Inoltre, è sempre la letteratura scientifica a mettere in evidenza che la legalizzazione ha fatto sì che le persone che fanno uso di cannabinoidi vi ricorrano più frequentemente. Nel 2005, circa tre milioni di americani usavano marijuana ogni giorno. Oggi la cifra è di otto milioni. E circa un consumatore della droga su cinque la usa quotidianamente. Per un paragone con l’alcol, solo uno su 15 bevitori, circa 12 milioni di americani, consuma alcolici ogni giorno. La stessa ricerca della Columbia University ha concluso che negli Stati in cui esistono leggi sulla marijuana medica, la diffusione del consumo illegale di cannabis e i disturbi legati all’uso sono aumentati più che negli altri Stati americani.

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