sabato 3 dicembre 2016
Il viaggio delle particole dal convento dell'Avana alle trenta parrocchie dell'isola tratteggia la realtà di un Paese in movimento
Il Santuario della Virgen del Cobre (LaPresse)

Il Santuario della Virgen del Cobre (LaPresse) - LaPresse

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Nascoste nel cuore dell’Avana, ogni giorno, impastano acqua e farina. Tredici donne, con età e storie differenti, si riuniscono puntuali nella cucina del convento di clausura di San José e Santa Teresa. Dal loro lavoro invisibile, nasce il milione di ostie che, la domenica, viene consacrato nelle trenta parrocchie di Cuba. Il documentarista David Moncasi ­– aiutato dalla moglie e collega, Ana Barcos ­– ha deciso di raccontare l’ultimo, intenso anno dell’isola attraverso il viaggio che le particole compiono dalle mani delle carmelitane scalze agli altari.

Una storia, in cui Moncasi si è imbattuto quasi per caso, durante un soggiorno all’Avana del 2010. Ci ha messo oltre quattro anni per ottenere il permesso delle religiose. Quando quest’ultimo è arrivato, ha messo mano ai risparmi e si è recato a Cuba con la consorte e il figlio di due anni per procedere alle riprese. Il risultato è un filmato intenso. In cui i racconti delle suore si fondono con quelli di coloro che distribuiscono le ostie per la Messa. In filigrana emerge un’isola in movimento. Dove il futuro si insinua nelle crepe del passato recente. E il presente è una sfida quotidiana.

Il Malecon dell'Avana (LaPresse)

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