lunedì 22 febbraio 2021
Tre le vittime: il diplomatico Attanasio, il carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, e l'autista, Mustapha Milambo. Don Gornati: l'impegno nel volontariato. Il dolore di Limbiate
Una foto tratta dal profilo Facebook della moglie Zakia Seddiki dell'Ambasciatore italiano Luca Attanasio,

Una foto tratta dal profilo Facebook della moglie Zakia Seddiki dell'Ambasciatore italiano Luca Attanasio, - Ansa - FACEBOOK

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Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano in Congo, Vittorio Iacovacci, carabiniere della sua scorta e l'autista, Mustapha Milambo, sono morti in un attacco rivolto a un convoglio dell'ONU nell'est della Repubblica democratica del Congo.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte dell'ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Nel procedimento, coordinato dal procuratore capo Michele Prestipino, si procede per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I magistrati capitolini, che hanno competenza per i reati commessi all'estero e che hanno come vittime cittadini italiani, hanno delegato le indagini ai carabinieri del Ros.

Il diplomatico italiano è rimasto coinvolto in un'imboscata condotta da miliziani armati contro mezzi dell'Onu in transito su una strada a nord della città di Goma, capoluogo della provincia orientale congolese del Nord Kivu.

Il convoglio transitava nei pressi della città di Kanyamahoro, intorno alle 10:15 di stamattina, quando il commando armato, secondo quanto riferito da un portavoce del Virunga National Park, ha tentato di rapire alcuni membri del gruppo. L'ambasciatore e il militare viaggiavano a bordo di una autovettura di un convoglio della Monusco, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo. Il convoglio non era scortato dai caschi blu della missione Onu, secondo quanto reso noto da fonti delle stesse Nazioni Unite. Da parte sua, il World Food Programme ha fatto sapere che la strada su cui viaggiava il mezzo era considerata "sicura". Il convoglio era diretto a Rutshuru, a Nord di Goma, per visitare una scuola dello stesso Wfp e un numero imprecisato di "altri passeggeri viaggiava con la delegazione ha riportato ferite durante l'attacco".

Nell'attacco il diplomatico è rimasto ferito gravemente e poco dopo è deceduto. Con lui sono morti anche un carabiniere e l'autista. Ci sono altri feriti.

La matrice dell'attacco non è ancora chiara. Secondo un portavoce del Parco nazionale di Virunga sentito da Reuters, gli assalitori avevano come obiettivo quello di sequestrare personale dell’ONU.

Sebbene l’attacco non sia ancora stato rivendicato i responsabili dell'assalto armato in Congo potrebbero essere uomini delle Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda. Il Fdlr-Foca è il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu, conosciuti per il genocidio in Ruanda. È questa l'ipotesi prevalente, sebbene non la sola, privilegiata anche dalle forze di polizia e dalle autorità locali. Nella Repubblica Democratica del Congo sono attive diverse milizie armate che in passato hanno preso di mira sia gli eserciti regolari sia i civili sia i ranger del parco. L’anno scorso durante l’attacco di una milizia locale morirono 16 persone, fra cui 12 ranger del parco. Responsabili dell'assalto armato in Congo in cui sono morti l'ambasciatore italiano, un carabiniere e l'autista congolose potrebbero essere, secondo fonti inquirenti, uomini delle Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda: il Fdlr-Foca è il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu, conosciuti per il genocidio in Ruanda. È questa l'ipotesi prevalente, sebbene non la sola, privilegiata anche dalle forze di polizia e dalle autorità locali.

Chi era Luca Attanasio, l’ambasciatore ucciso in Congo

Luca Attanasio è il primo ambasciatore italiano ucciso in servizio nella storia della nostra diplomazia. Nato a Limbiate, in provincia di Milano, nel 1977 laureato con lode all’Università Commerciale Luigi Bocconi (2001), dopo un breve percorso professionale nella consulenza aziendale e un master in Politica internazionale, Luca Attanasio intraprende la carriera diplomatica (2003).

Alla Farnesina viene assegnato alla direzione per gli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese, poi alla segreteria della direzione generale per l’Africa. Successivamente è vice capo segreteria del sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale (2004). Esperienze a Berna, al consolato generale in Casablanca e poi Abuja, in Nigeria, era ambasciatore nella Repubblica democratica del Congo dal settembre 2017: unico diplomatico italiano a Kinshasa.

Lascia la madre, la moglie e tre figlie piccole. Attanasio, 43 anni, era presidente onorario dell'associazione Mama Sofia, fondata a Kinshasa dalla moglie Zakia Seddiki per occuparsi di bambini e donne in difficoltà. Insieme avevano ricevuto a novembre il Premio Nassirya per la Pace 2020. In quell'occasione Attanasio aveva ricordato che "quella dell'ambasciatore è una missione, a volte anche pericolosa, ma abbiamo il dovere di dare l'esempio". Erano queste le parole che l'ambasciatore Luca Attanasio rilasciò a Camerota (Salerno) il 12 ottobre scorso, in occasione del ricevimento del premio internazionale "Nassiriya per la pace", consegnato dalla locale associazione culturale "Elaia". "In Congo - aveva proseguito Attanasio - parole come pace, salute, istruzione, sono un privilegio per pochissimi, e oggi la Repubblica Democratica del Congo è assetata di pace, dopo tre guerre durate un ventennio".

Don Angelo: da sempre impegnato nel volontariato ​

"Luca era un ragazzo cresciuto all'oratorio di Limbiate. Era una luce che fa breccia nella nebbia, illumina e riscalda". Con queste parole, don Angelo Gornati, attuale parroco di Cesate ma per diversi anni alla guida della parrocchia di Limbiate, ricorda Luca Attanasio.

"Era capace di cogliere il lato positivo presente in ogni persona, di cucire i rapporti, di costruire ponti - ricorda don Angelo - e ogni volta che tornava a casa dalle varie parti del mondo in cui veniva mandato, correva subito dalla famiglia, ma subito dopo veniva in parrocchia e all'oratorio".

Don Angelo ricorda anche l'impegno di Luca Attanasio nel sociale, sia ai tempi dell'oratorio, sia ultimamente, nel corso della sua missione in Congo. "Da adolescente, insieme ad altri suoi amici, Luca fondò il' gruppo Aurora' che aveva il compito di seguire ed andare a trovare gli anziani malati della comunità- ricorda don Angelo -. Più avanti fondò anche un altro progetto che si occupava di ragazzi disabili, organizzando per loro gite e vacanze".

"Negli ultimi anni, invece, insieme alla moglie, si è occupato dei bambini di strada in Congo - conclude don Angelo -. Soprattutto Zakia, sua moglie, stava per costruire una casa per questi bambini con dei fondi messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana".

Chi era il carabiniere di 30 anni, Vittorio Iacovacci

ll carabiniere che ha perso la vita dell'attentato in Congo, è Vittorio Iacovacci, un giovane di 30 anni che era in servizio presso l'ambasciata italiana dal settembre del 2020. Originario di Sonnino in provincia di Latina, dove il sindaco ha già proclamato il lutto cittadino, si trovava nella Repubblica democratica del Congo da pochi mesi. Iacovacci era effettivo dal 2016 al 13esimo Reggimento Carabinieri 'Friuli Venezia Giulia' con sede a Gorizia, specializzato nelle missioni all'estero.

I messaggi di cordoglio dei presidenti Mattarella e Draghi

"Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l'Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell'adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo".
Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio di cordoglio al ministro degli Esteri Luigi Di Maio.



Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio del Governo e suo per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d'Italia nella Repubblica Democratica del Congo, e di Vittorio Iacovacci, appuntato dei Carabinieri che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma. Il presidente del Consiglio e il Governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell'Arma dei Carabinieri. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi.

La presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri.

Farnesina: "Ogni sforzo per far luce su quanto successo"

"Ho appreso con grande sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dell'Arma dei Carabinieri. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell'adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto". È quanto assicura in una nota il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
"Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle loro famiglie e ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nell'Arma dei Carabinieri", dice il ministro.

Il dolore di Limbiate: gli sarà dedicato il centro culturale

"Gli dedicheremo Villa Medolago, una struttura che il Comune ha appena acquistato e che trasformerà in un centro culturale". Queste le parole del sindaco di Limbiate, Antonio Romeo, il quale in attesa di proclamare il lutto cittadino per la tragica morte dell'ambasciatore nella Repubblica del Congo, ha voluto
ricordare l'amico Luca Attanasio come una "persona molto legata al suo paese".

Così legato, che nell'ultimo messaggio che gli ha inviato lo scorso venerdì alle 18.06, gli faceva i complimenti per essere "finalmente riuscito a fare quell'operazione che tanto sognavamo: l'acquisto di Villa Medolago". "Luca per noi non era un ambasciatore, per noi era un amico. Sempre sorridente, giovanile e disponibile. Era una forza della natura - ricorda il sindaco Romeo -. Ogni che volta che tornava a Limbiate andava dalla famiglia, poi incontrava gli amici di sempre dell'oratorio e infine mi dedicava un quarto d'ora per un caffè e qualche chiacchiera sul nostro amato paese".

Mentre le bandiere del municipio di Limbiate vengono posizionate a mezz'asta a ricordo del 42enne concittadino scomparso, il sindaco parla di Attanasio come "un esempio di come una persona semplice, che ha fatto le scuole pubbliche in un paese di provincia come il nostro, un ragazzo dell'oratorio che si è sempre occupato di volontariato, possa poi realizzarsi professionalmente come ha fatto lui. Era uno degli ambasciatori italiani più giovani e sono convinto che ne avrebbe fatta ancora tanta di carriera".

Un pensiero anche ai genitori e alla sorella di Luca: "Devo ancora andare a parlare con loro. Sto cercando le parole giuste per esprimere il dispiacere e la gratitudine di tutta la cittadinanza".

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