lunedì 3 luglio 2017
Costruita nel sobborgo di Ankawa, il luogo sacro rappresenta un segno di speranza in una terra ferita dalla guerra e dalle persecuzione. Il patriarca Sako all'inaugurazione
L'inaugurazione della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Erbil

L'inaugurazione della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Erbil

Per l’inaugurazione, hanno scelto il giorno dei santi a cui dedicata, Pietro e Paolo. La notizia, però, dell’apertura ufficiale della nuova chiesa di Erbil è stata data dalla diocesi solo oggi. Il luogo sacro, come riporta Radio Vaticana, è stato costruito nel sobborgo di Mar Auda, ad Ankawa, nel Kurdistan iracheno e può contenere fino a mille persone. Un segno di speranza in una terra tragicamente ferita dalla guerra e dalla persecuzione. Alla folla di fedeli riuniti per l’inaugurazione, il patriarca della Chiesa caldea, Louis Raphael Sako I ha chiesto di non cedere alla disperazione. “Non disperdetevi in visioni limitate e sogni poco realizzabili, ma ad avere un’unità di intenti”, ha detto in una toccante omelia, dopo il rito dell’unzione dell’altare di legno con l’olio sacro. Presenti diverse autorità religiose tra cui l'arciverscovo di Erbil, Bashar M. Warda, l'arcivescovo emerito Jacques Isaac, il vescovo di Alqosh, Mikhail Maqdassi e il vescovo di Dohuk, Rabban al Qas, il nunzio apostolico in Iraq e Giordania. Alberto Ortega Martin, il vescovo di Erbil della Chiesa Assira dell'Est, Mar Abris Youkhanan e, naturalmente, il parroco padre Rayan Atto.

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