lunedì 18 maggio 2015
​Oltre 100mila in fuga. Già 70mila scappati in Tanzania. Rischio colera. LE IMMAGINI
REGINA COELI Preghiera per il Burundi: no alle violenze
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Si aggrava l'emergenza profughi in Burundi. Dallo scoppio degli scontri a fine aprile, sono oltre 105mila le persone in fuga. A denunciarlo è Oxfam. Tra loro, decine di migliaia di persone che, dopo essersi riversati alle frontiere, hanno un immediato bisogno di cure mediche, acqua potabile, cibo e un riparo.Nell'ultima settimana c'è stato un aumento esponenziale dei rifugiati che dal Burundi sono scappati in Tanzania, dove si trovano oltre 70 mila profughi.Migliaia di famiglie che hanno cercato la salvezza attraverso il confine sul lago Tanganica nei pressi della spiaggia di Kagunga, alla frontiera tra Burundi e Tanzania, e dopo essersi spostati in barca a Kigoma, dove sono registrati, sono stati trasferiti in autobus nel campo profughi di Nyarugusu nella parte occidentale della Tanzania.

GUARDA LE IMMAGINI del 17 maggio

 

Una situazione che porta con sé l'alto rischio di insorgenza di malattie come il colera, a causa della mancanza di acqua potabile e servizi igienici adeguati.   Per questo Oxfam, già presente in Tanzania, è al lavoro per soccorrere la popolazione attraverso la fornitura di acqua pulita, materiale sanitario e per la costruzione di latrine, istruendo inoltre i profughi sulle corrette norme igieniche utili a prevenire la diffusione di malattie."Stiamo monitorando il rapido aggravamento della delicata situazione politica in Burundi - spiega la responsabile dell'Ufficio Africa di Oxfam Italia, Silvia Testi. - Un quadro che, in vista delle presidenziali di fine giugno, potrebbe aggravarsi: con un enorme impatto umanitario sulla popolazione, sia all'interno nel Paese che in tutta la regione".

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