lunedì 26 agosto 2013
Saeed Abedini, iraniano di cittadinanza statunitense, nel 2009 fu accusato di voler fondare una serie di chiese e aver "danneggiato la sicurezza nazionale". Per la liberazione dell'uomo, musulmano convertitosi al cristianesimo, si era mosso a marzo il Segretario di Stato americano.
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Un tribunale di Teheran ha confermato la condanna di Saeed Abedini, un iraniano di cittadinanza statunitense che nel 2009 fu accusato di voler fondare una serie di chiese e aver "danneggiato la sicurezza nazionale". L'uomo, musulmano convertitosi al cristianesimo, per la cui liberazione si era mosso a marzo il Segretario di Stato americano, John Kerry, dovrà adesso scontare il resto degli otto anni di carcere che al tempo gli furono comminati."La corte d'appello" ha riferito l'agenzia, "ha confermato la sentenza" emanata lo scorso gennaio, ha spiegato l'avvocato di Abedini, Nasser Sarbazi, che a sostegno del proprio cliente aveva affermato come l'attività di Abedini si fose svolta nel 2000, quando alla presidenza alla repubblica islamica c'era il riformista Mohammad Khatami.Abedini era stato già arrestato una prima volta, ma poi venne stato rilasciato a patto che non proseguisse il proprio proselitismo. Dopo un soggiorno negli Stati Uniti, rientrò in Iran tre anni fa e di nuovo scattarono le manette. La sentenza di appello arriva nel momento in cui in Iran si trova il sultano dell'Oman, Qaboos bin Said al Said, che, tra l'altro, agisce da negoziatore per la liberazione di alcuni cittadini americani detenuti in Iran in cambio di iraniani detenuti negli Stati Uniti. 
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