venerdì 12 ottobre 2018
Amnesty International: il dato è più alto di quelli ufficiali, violati i diritti di genitori e bambini. E l’arcidiocesi di Baltimora fornisce una carta d’identità a chi non ha documenti
Una bimba attende con la madre di entrare negli Usa da Tijuana, Messico (Ansa,13 giugno 2018)

Una bimba attende con la madre di entrare negli Usa da Tijuana, Messico (Ansa,13 giugno 2018)

Sono molte di più di quanto ammesso dalla Casa Bianca le famiglie immigrate separate al confine Usa dall’Amministrazione Trump. La denuncia, fatta da Amnesty International, spinge l’organizzazione per i diritti umani a concludere che le prassi migratorie adottate dal governo statunitense hanno prodotto «danni catastrofici a migliaia di persone che cercavano salvezza negli Usa».

Solo tra metà aprile e metà agosto, nei primi quattro mesi di applicazione della politica della tolleranza zero inaugurata dal tycoon, le autorità di confine hanno costretto 6mila genitori a lasciare i loro figli in centri di detenzione. Dal suo insediamento (a fine gennaio) ad aprile circa altri duemila nuclei familiari sono stati divisi, per un totale di almeno 8mila. Ma l’organizzazione è convinta che si tratti di una stima per difetto, perché, spiega in un rapporto, ci sono «innumerevoli altre famiglie le cui separazioni non sono state registrate».

Il documento, intitolato «Qui tu non hai alcun diritto» – una frase che innumerevoli immigrati si sono sentiti dire al loro arrivo al confine – si basa su documenti giudiziari e legali, ricerche al confine e interviste a richiedenti asilo, avvocati dell’immigrazione e funzionari di strutture di detenzione.

«L’Amministrazione Trump sta portando deliberatamente avanti una campagna di massicce violazioni dei diritti umani per punire e impaurire coloro che cercano riparo oltre la frontiera tra Messico e Usa», ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe, che ha invitato il Congresso a «indagare in modo rapido, approfondito e imparziale» su trattamenti che, in molti casi, equipara a vere e proprie «torture». Amnesty ha riscontrato anche che le separazioni forzate sono continuate nonostante le dichiarazioni di segno contrario del governo Usa e le sentenze dei tribunali che ne avevano ordinato lo stop.

«Mi hanno detto: qui tu non hai alcuni diritto e non hai alcun diritto di stare con tuo figlio», ha raccontato Valquiria, una madre brasiliana di 39 anni che ha richiesto asilo a un posto di frontiera ufficiale e si è vista togliere il figlio di sette anni. Amnesty fa notare anche che nel 2017 e nel 2018 le autorità statunitensi ha respinto migliaia di rifugiati, in modo arbitrario e illegale, oltre ad aver imposto la prassi della detenzione obbligatoria e a tempo indeterminato dei richiedenti asilo per tutta la durata della procedura della domanda.

Intanto questa settimana l’arcidiocesi di Baltimora ha deciso di creare una carta d’identità per gli immigrati senza permesso di soggiorno, con l’intenzione di fornire loro un documento da mostrare alle autorità in caso debbano denunciare un crimine.

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