martedì 6 novembre 2012
​Solo dopo le 5 del mattino in Italia, le proiezioni si sono consolidate nell'attribuire la vittoria a Obama. Poco prima delle 7 Mitt Romney ha telefonato a Barack Obama concedendogli la vittoria.
ROMNEY L'uomo che ha sposato la tradizione di Giorgio Ferrari
OBAMA Il presidente che voleva fare di più di Vittorio E. Parsi
Visioni alla prova di A. Lavazza | Nebbia americana e due incubi di F. Carminati
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“Farò tutto il possibile per finire quello che ho iniziato": è la promessa fatta da Obama, appena rieletto, ai suoi sostenitori via e-mail. "Questa vittoria non è un caso. C'è molto lavoro da fare ora. Ma per il momento: grazie", ha scritto il presidente.

Alle 7 italiane Romney ha telefonato al presidente congratulandosi per la vittoria. Questo è tempo di gradi sfide per l'America, ha detto Romney da Boston, prego perché Obama abbia successo nella guida di questo Paese.

Via libera alle nozze gay in Maine e Maryland, dove gli elettori oltre a scegliere il presidente americano erano chiamati a pronunciarsi sulle nozze tra persone dello stesso sesso. Lo riporta l'Associated Press, sottolineando che è la prima volta che viene dato il via libera ai matrimoni gay in un referendum.

Sì dello stato di Washington e del Colorado alla legalizzazione della marijiuana per uso generale. Lo riporta l'Associated press, sottolineando che si tratta dei primi stati americani ad assumere una tale decisione in un referendum..
 
L'ATTESA
Quanto è successo alle urne deciderà il corso del paese per i prossimi quattro anni su spesa pubblica, tasse, salute e le sfide di politica estera che vengono dalla Cina e dalle ambizioni nucleari dell'Iran. I sondaggi nazionali mostrano Obama e Romney quasi alla pari, anche se il presidente democratico godrebbe di un leggero vantaggio in diversi "swing state", gli stati più indecisi dell'unione, a cominciare dall'Ohio, che potrebbero garantirgli alla fine i 270 voti elettorali necessari per vincere la sfida. Romney, il multimilionario ex capo di un fondo di private equity, sarebbe il primo mormone presidente e uno degli americani più ricchi a salire alla Casa Bianca. Obama, primo presidente nero nella storia degli Usa, è in corsa per essere il primo democratico a vincere per la seconda volta dopo Bill Clinton nel 1996. Quale che sia il vincitore, il margine ristretto rischia di non conferire al nuovo presidente un chiaro e forte mandato per spezzare l'impasse sulle decisioni economiche a Washington.Romney ha votato vicino a casa alla periferia di Boston prima di fare un'apparizione last-minute in Ohio. "Mi sento tranquillo sull'Ohio", ha detto rispondendo ad una domanda su quali stati gli siano necessari per la vittoria. Obama si trova a Chicago, la sua città, e ha fatto un'ultima comparsata a beneficio dei pendolari del mattino in una serie di interviste preregistrate andate in onda negli stati chiave. "Quattro anni fa abbiamo avuto una svolta incredibile", ha detto ad una radio di Miami. "So che la gente era eccitata dalla prospettiva di fare la storia, ma dobbiamo preservare quanto ottenuto e continuare a muoverci in avanti" In Virginia, uno degli stati chiave più contesi, le urne chiuderanno, fra le prime, alle 19,00 ora locale (l'una di stanotte in Italia). E anche in Ohio, le operazioni di voto termineranno alle 19,30 (l'una e mezza in Italia). "Non penso che Ohio o Virginia saranno aggiudicati presto, ma se ci fosse un risultato chiaro, in un senso o nell'altro, si tratterebbe di un'indicazione forte a livello nazionale", spiega l'esperto di scienze politiche, Steven Schier, del Carleton College in Minnesota. Quando Obama si aggiudicò la Virginia nel 2008, la sua vittoria ebbe un margine di 7 punti, gli stessi poi che lo fecero trionfare su base nazionale. "Ci concentreremo sui seggi dell'Ohio, così come della Virginia", ha spiegato ieri a Fox News David Axelrod, consigliere di Obama. "Se comincerà a mettersi per il verso giusto per noi potremmo avere indicazioni importanti prima del previsto".Anche secondo Rich Beeson, consigliere politico di Romney, i primi numeri che verranno dal nord Virginia saranno indicativi del trend a livello nazionale, così come sarà cruciale vedere se i repubblicani saranno riusciti a sfondare nelle aree nordorientali dell'Ohio, tradizionalmente democratiche. Altri stati sotto la lente saranno il New Hampshire e la Pennsylvania, che chiuderanno le urne nella seconda ondata alle 20 ora locale (le 2 di stanotte in Italia). Il New Hampshire è un altro swing state dove i sondaggi danno un testa a testa, mentre sulla Pennsylvania, dove i democratici sembrano in vantaggio, Romney potrebbe comunque tornare in gioco. I risultati del New Hampshire, il più piccolo dei swing state, potrebbero arrivare abbastanza presto e costituire una buona indicazione. Anche in Florida, dove Romney deve assolutamente vincere, le operazioni di voto termineranno alle 20 (le 2 in Italia).Ecco gli orari di chiusura delle urne nei principali swing state: - 19 locali (l'una di stanotte in Italia): Virginia. - 19.30 (l'una e mezza): Ohio e North Carolina. - 20 (le due): Florida, New Hampshire, Pennsylvania. - 21 (le tre): Colorado, Michigan, Minnesota, Wisconsin. - 22 (le 4): Iowa, Nevada. VIRGINIA: VOLONTARI IN STRADA PER SPINGERE A VOTARESono a tutti gli angoli nel raggio di qualche chilometro dai diversi seggi: alle fermate della metropolitana, davanti alle stazioni degli autobus, in giro per le strade e persino nei bar di quartiere. Sono ovunque per lanciare il messaggio dell'ultim'ora: "andate a votare, in Virginia anche un voto può fare la differenza". I volontari dei due partiti, da mesi impegnati per la rielezione di Barack Obama o per la vittoria di Mitt Romney, sono oggi in campo in massa nello stato swing della Virginia: "È game day ("È il giorno della partita") - dice intirizzito dal freddo, il responsabile del seggio di Arlington per il partito democratico Steve Baker - sono qui dalle 4 di mattina e non andrò a letto stanotte. È tutto troppo importante". A una decina di metri di distanza il responsabile dello stesso seggio ma per il partito repubblicano, Joe Famme, ha un cappello da pompiere giallo per farsi riconoscere. "Anche pochi voti possono fare la differenza - commenta - e se la Virginia va a Romney possiamo arrivare alla Casa Bianca".OBAMA: CREDO DI AVERE I VOTI PER VINCERE"Non vedo l'ora di leggere i risultati. Mi aspetto una buona serata", ha aggiunto Obama. "Ma qualsiasi cosa accada - ha detto in un piccolo comitato di Chicago - voglio ringraziare i volontari. Oltre agli spot, ai duelli, è la mobilitazione della gente che conta".LATINOS AL VOTO, IL 73% E' PER OBAMAArrivano dal Messico, da Porto Rico o da Cuba e hanno ottenuto la cittadinanza americana: nell'Election Day, gli oltre 12 milioni di ispanici americani stanno andando a votare e potrebbero essere proprio loro a consegnare le chiavi della Casa Bianca. Gruppo culturale eterogeneo e più popolosa minoranza degli Stati Uniti (secondo l'ultimo censimento, circa il 16% dell'intera popolazione), gli ispanici potrebbero essere determinanti proprio in alcuni degli Stati in bilico: Nevada, Colorado, Florida e Virginia. I quattro Stati - che assegnano rispettivamente 6, 9, 29 e 13 'grandi elettori' - hanno tutti una notevole comunità ispanica; e secondo un sondaggio recente (ImpreMedia e LatinoDecisions), il 73% degli ispanici iscritti nelle liste elettorali, ha dichiarato che voterà Obama, solo il 24% per Romney. In Florida, il Sunshine State che assegna 29 preziosi 'grandi elettori', gli ispanici sono andati a votare in forze, in numerosi seggi nella contea di Miami-Dade. Per i cubani americani, soprattutto i più anziani, è Romney l'uomo ad votare. Ma gli ultimi arrivati, quelli giunti negli ultimi 15 anni e che hanno sostituito i primi ricchi profughi fuggiti subito dopo l'avvento del regime di Castro, sembrano più filo-Obama. "Sono venuto a votare Obama perché è l'uomo che manterrà i programmi sociali importanti per la gran parte di noi: l'istruzione e Medicare", ha spiegato Esetrella del Sol, 52 anni, orgogliosa di poter votare per la prima volta da quando ha lasciato l'isola. Anche Dolores Arrozarena, 64, ha acquisito la cittadinanza solo lo scorso anno: "Giusto in tempo perché io possa votare per Obama, il presidente che rappresenta tutti i Latinos e la 'middle class' ". A Los Angeles, dove vive quasi un milione di messicani, un bandi di 'mariachi' ha marciato lungo le strade di Van Nuys, a nord di Hollywood, per destare gli abitanti ed incitare ad andare al voto; dietro di loro un gruppo di attivisti portava uno striscione con su scritto: 'Per il nostro sogno americano'.NEW YORK, ALTRA TEMPESTA IN ARRIVOIl sindaco di New York, Michael Bloomberg, chiederà ai residenti di alcune aree della città vicine alla costa di evacuare per parte della giornata di mercoledì a causa della tempesta Nor'Eastern, in arrivo sulla costa orientale degli Stati Uniti.​​

 

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