mercoledì 14 giugno 2017
Nella sparatoria avvenuta in un campo baseball in Virginia, è stato ferito il repubblicano, Steve Scalise, colpito anche un suo assistente, mentre gli altri due feriti sono poliziotti
Il repubblicano Chuck Fleischmann è tornato in Campidoglio indossando ancora la divisa da baseball (Ansa/Ap)

Il repubblicano Chuck Fleischmann è tornato in Campidoglio indossando ancora la divisa da baseball (Ansa/Ap)

L'odio politico, i toni estremizzati e il dramma sfiorato. Steve Scalise, il capogruppo dei Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, è stato colpito da uno o più colpi di arma da fuoco ad Alexandria, una città della Virginia che si trova poco lontano da Washington. Nella sparatoria è stato colpito anche un assistente di Scalise, mentre gli altri due feriti sono poliziotti. Le condizioni dei feriti sono stabili. La sparatoria è avvenuta durante l'allenamento di un gruppo di deputati repubblicani in vista della gara di baseball contro i democratici in programma oggi.

L'ultimo aggiornamento pubblicato sull'account Twitter di Steve Scalise evidenzia che il deputato
repubblicano ferito nella sparatoria di ieri in Virginia ha ricevuto "diverse trasfusioni di sangue" e "sarà operato di nuovo", dopo l'intervento di ieri. Il proiettile che gli ha perforato l'anca, ha raggiunto organi interni e ha causato gravi emorragie. Per questo ieri è stato operato d'urgenza e dopo l'operazione i medici hanno fatto sapere che le sue condizioni sono "critiche".

Il repubblicano Steve Scalise in Congresso (Ansa'Ap)

Il repubblicano Steve Scalise in Congresso (Ansa/Ap)


Il dramma si è consumato nella mattinata di ieri. Mentre l'assalitore, colpito a morte dagli agenti, si professava un fan sfegatato di Bernie Sanders, per il quale aveva fatto il volontario durante l'ultima campagna elettorale. Scagliandosi più volte sul suo profilo Facebook contro il presidente in carica, liquidandolo come "un traditore". E descrivendo i repubblicani come "i taleban degli Stati Uniti". Il Paese è sotto choc. I feriti alla fine sono cinque, tra cui due agenti e un assistente parlamentare.

Ma poteva essere una strage se la polizia non fosse intervenuta nemmeno tre minuti dopo l'allarme lanciato con una telefonata al 911, il numero d'emergenza. "Grazie al coraggio dei poliziotti è stato evitato il massacro", ha spiegato Trump parlando in diretta tv alla nazione. Nonostante per gli investigatori sia ancora troppo presto per trarre conclusioni affrettate, appare chiara la motivazione politica che ha spinto James Hodgkinson, 66 anni, originario dell'Illinois, ad imbracciare l'arma. E lo stesso tycoon - nel giorno del suo 71esimo compleanno - ha deciso di reagire senza alzare i toni, ma lanciando un appello all'unità,
così come aveva già fatto dopo una delle campagne elettorali più divisive che si ricordino nella storia americana: "Siamo più forti quando siamo uniti e dobbiamo lavorare insieme per il bene comune". Pazienza se gran parte dei detrattori accusa proprio lui di alimentare tensioni e contrapposizioni nel Paese.

Donald Trump e Melania in ospedale a Washington (Ansa'Ap)

Donald Trump e Melania in ospedale a Washington (Ansa/Ap)

Il panico si è scatenato di prima mattina su un campo da baseball di Alexandria, in Virginia, a pochi chilometri dalla capitale federale. Una mattinata calda, afosa, ma spensierata, in cui parlamentari, assistenti e impiegati del Grand Old Party si stavano preparando per la tradizionale sfida contro la rappresentativa dei democratici, come ogni anno. All'improvviso l'inferno di fuoco, durato da cinque a dieci minuti raccontano i testimoni, con decine di colpi esplosi: da dietro la rete metallica, all'altezza di una delle panchine, Hodgkinson ha cominciato a sparare all'impazzata con un fucile semiautomatico.
Poco prima sembra avesse chiesto informazioni su cosa stesse accadendo sul campo e su chi fosse presente. Uno dei primi ad essere colpiti è stato Scalise - coordinatore del gruppo repubblicano alla Camera - raggiunto dai proiettili ad un fianco. Appena comparse le breaking news su tutti i media, però, il pensiero è inevitabilmente andato alla strage di Tucson del 2011, quando rimase gravemente ferita alla testa la deputata democratica Gabrielle Giffords.
Nel fuggi fuggi generale sono rimaste a terra altre quattro persone, tra cui due degli agenti che hanno affrontato lo sparatore colpendolo a morte. Fin dal primo punto stampa gli investigatori di fatto hanno scartato la pista del terrorismo. Anche se Washington è rimasta blindata per ore, con il Congresso
ma anche il presidente e il vice presidente che hanno annullato tutti gli eventi in programma. Tutto è diventato più chiaro quando l'uomo che ha seminato il terrore è stato identificato. E una rapida ricerca sui suoi profili social ha portato alla luce mesi e mesi di rancore politico. E il suo gesto è stato forse
preparato da tempo, visto che l'uomo originario del'Illinois viveva da almeno da sei settimane nell'area.
Il tradizionale match di baseball organizzato da ben 108 anni dai gruppi parlamentari in Congresso comunque si farà, nonostante tutto. Anche se Trump, per motivi di sicurezza, non sarà presente. Trump e la consorte Melania, subito dopo la sparatoria, hanno però visitato i feriti in ospedale.



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