mercoledì 28 giugno 2017
Slitta il voto in Senato: tra i repubblicani mancano ancora i numeri per la maggioranza. Il presidente Trump, che vuole smantellare l'Obamacare, resta ottimista
Il presidente Usa Donald Trump (Lapresse)

Il presidente Usa Donald Trump (Lapresse)

È slittato a dopo la pausa legata al giorno dell'indipendenza del 4 luglio il voto del Senato Usa, che era previsto entro la settimana, sulla proposta di riforma della sanità dei repubblicani per cancellare e sostituire l'Obamacare. Ad annunciarlo è stato il leader di maggioranza in Senato, il repubblicano Mitch McConnell, per l'intransigenza di almeno quattro parlamentari del Grand Old Party (Gop) che avrebbero affondato il provvedimento su cui molto punta il presidente Donald Trump.


I repubblicani controllano il Senato con 52 seggi su 100 e non possono permettersi più di due defezioni, perché i democratici voteranno tutti compattamente contro. Tutti i senatori repubblicani sono stati invitati ieri alle 16 alla Casa Bianca dal capo di Gabinetto Reince Priebus e dal vice presidente Mike Pence, impegnati a raccogliere consensi. "Penso che l'incontro sia stato utile" e che "tutti attorno al tavolo siano interessati ad arrivare al sì, perché sappiamo che lo status quo è semplicemente inaccettabile, insostenibile, e nessuna azione non è un'opzione", ha detto McConnell.

I numeri della riforma


Secondo l'ufficio del bilancio del Congresso (Cbo), un organismo bipartisan, la proposta di riforma sanitaria presentata al Senato dai repubblicani lascerebbe 22 milioni di persone senza assicurazione medica fino al 2026, di cui 15 milioni solo nel primo anno di ingresso in vigore. La differenza rispetto ai risultati della versione già approvata alla Camera sarebbe insomma lieve: quest’ultima lascerebbe scoperti 23 milioni di statunitensi. Più consistente, invece, sarebbe la riduzione del deficit. Secondo le stime del Cbo, la riforma sanitaria del Senato lo ridurrebbe di 321 miliardi di dollari entro il 2026, mentre quella della Camera vedrebbe una riduzione pari a 119 miliardi.


Complessivamente, se la riforma del Senato fosse approvata, le persone che perderebbero la copertura sanitaria salirebbero a 49 milioni nel 2026 (quasi un sesto della popolazione Usa), contro i 28 milioni di persone scoperte oggi da assicurazione con l’attuale Obamacare.


Il calo degli assicurati rispetto a Obamacare, la riforma approvata nel 2010 dal Congresso, sarebbe dovuto essenzialmente a un calo dei beneficiari coperti dall'assicurazione pubblica del Medicaid, cioè il sistema per dare copertura alle persone più in difficoltà, e del Medicare, destinato ai pensionati. La riforma repubblicana del Senato penalizza chi non ha delle assicurazioni, obbligando a rimanere senza copertura per sei mesi prima di tornare ad averne una, incentivando l'ingresso dei cittadini nel sistema privato di assistenza sanitaria. L'obiettivo di questa misura è di porre fine all'obbligo di stipulare un'assicurazione sanitaria privata, pena una multa, come invece succede adesso in virtù dell'Obamacare, che aveva come obiettivo quello di abbassare i prezzi delle polizze aumentando il numero di assicurati.

La Casa Bianca ottimista


Sulla riforma della sanità per cancellare e sostituire l'Obamacare "continuiamo ad essere ottimisti". Così la vice portavoce delle Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, si è espressa dopo che il Senato è stato costretto a posticipare il voto sul progetto di riforma dei repubblicani per mancanza di sufficiente sostegno. "Lavoriamo per migliorare la legislazione e per aiutare la maggioranza degli americani”, ha dichiarato. Quanto alle stime del Cbo, Sanders ha detto che si tratta di un ufficio di bilancio e che "non fa un buon lavoro" nel prevedere dati sulla copertura assicurativa.

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