lunedì 11 gennaio 2021
L'accusa è incitamento all'insurrezione, mercoledì il voto. I repubblicani si oppongono alla risoluzione democratica che chiede al vicepresidente Pence l'applicazione del 25esimo emendamento
Il vicepresidente Pence con la speaker della Camera Pelosi

Il vicepresidente Pence con la speaker della Camera Pelosi - Ansa

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È stato formalmente presentato alla Camera l'articolo di impeachment contro Donald Trump, l'accusa per metterlo, per la seconda volta, in stato di accusa per aver "incitato l'insurrezione" che ha portato all'assalto del Congresso. L'atto di accusa, un singolo articolo di quattro pagine che ha come primi firmatari David Cicilline, Ted Lieu e Jamie Raskin, non è stato letto durante la brevissima seduta della Camera perché ancora non è stato portato in aula per il voto, cosa che si prevede potrà succedere mercoledì prossimo.

Domani, intanto, ci sarà il voto della risoluzione con cui i democratici chiedono al vice presidente Mike Pence di rimuovere Trump invocando il 25esimo emendamento. I repubblicani hanno già detto di essere contrari e si sono opposti al passaggio all'unanimità della risoluzione presentata dalla maggioranza democratica per chiedere a Mike Pence di rimuovere il presidente invocando il 25esimo emendamento.

Secondo un sondaggio ABC News/Ipsos, condotto dopo l'assalto al Congresso, il 56% degli statunitensi ritiene che Trump dovrebbe essere rimosso dal suo incarico, contro il 43% che pensa debba restare presidente. Una media dei sondaggi da mercoledì mostra che oltre il 50% dei cittadini vorrebbe che si portasse a termine l'impeachment, fosse invocato il 25esimo emendamento o Trump si dimettesse. La minoranza (43%) ritiene invece che nessuno di questi scenari debba verificarsi.

Anche il golf americano volta le spalle a Trump: la Pga non terrà il prossimo campionato sul suo percorso.

Allarme Fbi: verso proteste armate in tutte le città

L'Fbi ha avvertito di piani per proteste armate in tutte le 50 capitali degli Stati e a Washington, nei giorni precedenti l'insediamento del presidente eletto Joe Biden. Un bollettino interno ha avvertito che le proteste potrebbero estendersi fino all'inaugurazione di Biden il 20 gennaio, secondo il memo letto all'Associated Press. Gli investigatori ritengono che alcune delle persone siano membri di alcuni gruppi estremisti, hanno detto i funzionari. "Proteste armate sono in programma in tutte le 50 capitali statali dal 16 gennaio fino ad almeno il 20 gennaio e al Campidoglio degli Stati Uniti dal 17 gennaio al 20 gennaio", ha detto il bollettino, secondo un funzionario.

Due rivoltosi indagati per terrorismo

I procuratori anti-terrorismo stanno indagando sui due sostenitori di Trump che nelle foto dell'assalto al Congresso appaiono in tenuta militare e con in mano le striscette di plastica usate come manette negli arresti di massa. Lo ha annunciato il dipartimento di Giustizia dopo l'arresto, avvenuto ieri, di Larry Rendell Brock, un ufficiale dell'Air Foce a riposo, e Eric Gavelek Munchel.

Brock, 53 anni, tre figli, è stato arrestato in Texas e incriminato finora per le stesse accuse contestate alle decine di rivoltosi fermati: ingresso volontario e violenti in un edificio governativo protetto. Ex pilota, aveva servito in Iraq e in Afghanistan e prima di lasciare l'Air Force era ufficiale di reclutamento: era stato già incriminato per aver partecipato alla manifestazione dei suprematisti di Charlottseville nel 2017. L'Fbi l'ha identificato grazie a due segnalazioni. I familiari dell'ufficiale a riposo, tra cui l'ex moglie, hanno detto che le sue convinzioni politiche erano diventate così estremiste negli ultimi anni da aver allontanato le persone più care. Lui stesso aveva confermato la sua identità in un'intervista a The New Yorker, sostenendo di aver indossato la tenuta tattica in vista di scontri con Antifa e di aver trovato le manette per terra nel Senato. Le avrebbe raccolte, ha detto, con l'intenzione di consegnarle a un agente.

Munchel, 30 anni, arrestato in Tennessee, è stato incriminato per le stesse accuse: sarebbe lui l'uomo che appare nella galleria del Senato, con un grande mazzo di striscette di plastica in mano. Queste foto avevano attirato l'attenzione degli investigatori che stanno indagando sulla possibilità che i rivoltosi avessero un piano per colpire, prendere in ostaggio o uccidere, senatori e deputati. Intervistato dal Sunday Times, ha cercato di minimizzare: "L'intenzione non era quella di scontrarci con la polizia, volevamo entrare nell'edificio per mostrare che potevamo farlo e l'abbiamo fatto".

Molti dei partecipanti all'attacco, prima e durante l'azione, hanno fatto riferimento a "The Storm", l'assalto che nella farneticante ideologia QAnon, il movimento complottista che ha avuto un grande parte dei fatti del 6 gennaio, rappresenta il momento in cui per imporsi sulla "setta satanica e pedofila" del "deep state" a cui contrappone Trump si sarebbe lanciata una serie di arresti ed esecuzioni di massa.

Off-line il social Parlor, rimosso da Apple, Google e Amazon

E' off-line Parlor, il social network usato dai sostenitori di Trump per condividere le immagini dell'assalto a Capitol Hill. Amazon, che gestisce anche uno dei servizi di web hosting più usati al mondo, ne ha bloccato l'accesso ai suoi server a causa del "persistente aumento di contenuti violenti". Apple e Google poco prima avevano rimosso il social network dai loro app store con ragioni analoghe a quelle portate da Amazon.

In un'intervista a Fox News il cofondatore del sito, John Matze, ha ammesso che potrebbero volerci giorni prima di rimettere in piedi il sito. "Faremo tutto il possibile per tornare online, ma tutti i provider che contattiamo ci dicono che non vogliono lavorare con noi se Apple e Google non approvano", ha detto Matze, che ha accusato i giganti del web di aver scatenato contro di loro "una battaglia contro la libertà di espressione".

Parler ha avuto un boom di download dopo i fatti di Capitol Hill. Dopo che Trump ha subito lo stop da parte di Twitter e Facebook, il social con sede a Henderson, in Nevada è diventato immediatamente una valida alternativa alle piattaforme sociali più blasonate. Prima usato soprattutto dalle frange estreme dell'ultradestra, ha poi cominciato a essere usato da profili della destra più moderata e giornalisti di area conservatrice. Ma a far esplodere gli iscritti è stata la messa al bando di Trump da Twitter dai social più diffusi.

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