giovedì 18 novembre 2021
Irma Galindo Barrios, indigena di 41 anni, è stata vista per l'ultima volta il 29 ottobre. Le sue battaglie per l'ambiente negli Stati meridionali. Si teme per la sua vita
Messico, scomparsa attivista per i diritti dell'ambiente e delle donne
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Mentre in Scozia si discuteva dei pericoli climatici, una donna che da anni in Messico si dedica a difendere l’ambiente, scompariva. Irma Galindo Barrios, indigena di 41 anni, sapeva che le sue battaglie potevano finire male, ma non ha mai pensato di abbandonare la difesa delle verdi foreste di Oaxaca. Lo stato a sud del Messico, ricco di natura incontaminata e popolato da indigeni, deve molto a questa donna piccola di statura ma dal grande coraggio. Il 10 novembre 2019 la sua casa è stata incendiata, da quel momento è stata costretta a nascondersi. Alla fine è tornata nel suo popolo dicendo, “perché devo difendermi se non ho fatto nulla di male?”.

“Nonostante le minacce, Irma ha continuato il suo lavoro di difensore delle foreste di pini, querce e oyamel, alberi tipici del sud, che circondano Atatlahuaca”, afferma Aurora de la Riva, co-direttrice della rete nazionale dei difensori dei diritti umani delle donne in Messico, organismo che ha sostenuto la necessità di protezione per Irma Galindo Barrios.

Dopo le sue battaglie, era stata indicata come beneficiaria di uno strumento di protezione; per partecipare a un incontro con la rete di tutela per le persone a rischio, il 29 ottobre si era recata a Città del Messico, ma non è mai arrivata alla riunione.

Il lavoro di Irma in difesa degli indigeni, ha palesato gli attacchi armati contro le comunità di Guerrero Grande, Mier y Terán e Ndoyonuyuji, la sua scomparsa è arrivata dopo una serie di violenze contro queste comunità che hanno costretto centinaia di persone a lasciare le proprie case.

Da anni ha cercato di limitare l'abbattimento clandestino di specie come il pino o la quercia, lottando a difesa della foresta degli altipiani tra gli stati di Guerrero, Puebla e Oaxaca dove imprese messicane e straniere tagliano illegalmente imponenti fette di bosco a scopi industriali e per produrre energia.

Secondo i dati del ministero dell'Interno, da quando il presidente Andrés Manuel López Obrador è entrato in carica nel dicembre 2018, in Messico sono stati registrati 94 omicidi di difensori dei diritti umani.

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