mercoledì 2 novembre 2016
Si sono nascoste in casa per mesi. Quando quelli del Daesh le hanno scoperte si sono convertite sotto minaccia. Poi senza cure e con poco cibo sono rimaste là quasi dimenticate: ora sono in salvo
Una delle due anziane donne cristiane sopravvissute all'occupazione del Daesh (da Facebook)

Una delle due anziane donne cristiane sopravvissute all'occupazione del Daesh (da Facebook)

"Sono rimaste lì a Qaraqosh, la cittadina a maggioranza cristiana. Non erano scappate, non avrebbero saputo come fare, erano troppo anziane e avrebbero rallentato la fuga degli altri. Sono rimaste sole con la paura che se fossero state scoperte non avrebbero avuto vita lunga.

Invece, è andata diversamente" raccontato Mustafa Jabbar coordinatore di Focsiv Kurdistan a Erbil. La dispensa delle due donne era ancora ben rifornita nei primi mesi di occupazione "ha permesso alle due donne di sopravvivere nascoste agli occhi degli uomini del Daesh, che non avevano preso in considerazione la loro abitazione".

Quando, dopo alcuni mesi, le due anziane cristiane sono state scoperte hanno temuto il peggio: "Con le minacce le hanno obbligate a convertirsi recitando la professione di fede". Poi, per loro fortuna, sono state poco considerate nei 25 mesi di occupazione di Quaraqosh. Ogni tanto ricevevano un po' di cibo dai miliziani del Califfato, ma la salute delle due donne, entrambe oltre i 70 anni, ne ha risentito: "Non avendo le cure appropriate una delle due donne ha perduto la vista, l'udito e non riesce a camminare".

Quando domenica l'esercito iracheno è arrivato nella loro casa a Qaraqosh - guarda il video su Facebook -, la più giovane ha spiegato chi fossero e come fossero sopravvissute. "Ora sono a Ankawa, dove hanno riabbracciato i loro parenti.”, conclude il coordinatore Focsiv in Kurdistan.

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